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Terapia con protoni contro il melanoma oculare

Università di Catania, centri di adroterapia (Fonte: www.policlinico.unict.it)Terapia con protoni contro il melanoma oculare A Catania tumori distrutti nel 96% dei casi grazie a fasci di particelle impiegati presso il Centro nazionale di Adroterapia oncologica 11 novembre 2010 - Lo studio dell’universo aiuta anche la medicina. Usando fasci di protoni, le particelle di carica positiva che compongono il nucleo dell’atomo, si possono distruggere i tumori: a Catania si è avuto un tasso di guarigione del 96% su 208 pazienti affetti da melanoma oculare, trattati a partire dal 2002. Si è conclusa, quindi, con successo la prima fase della sperimentazione del Centro nazionale di Adroterapia oncologica (Cnao). Al Cern di Ginevra i protoni vengono fatti girare ad alta velocità in direzioni opposte in un grande anello costruito sotto terra, facendoli poi scontrare frontalmente, in modo tale da studiare i ‘frantumi’ di materia che si ottengono. In Sicilia, invece – grazie a una collaborazione tra l’Istituto nazionale di fisica nucleare, il Dipartimento di fisica e il Policlinico dell’Università di Catania – si trattano pazienti con tumori oculari impiegando un’energia estremamente inferiore: i protoni vengono accelerati in un piccolo ciclotrone superconduttore e vengono usati come tanti piccoli ‘proiettili’ per colpire le cellule tumorali.Università di Catania, apparecchiatura per la terapia con protoni (Fonte: www.policlinico.unict.it) “Il melanoma oculare – spiega l’Università di Catania nel suo sito internet – rappresenta oggi il tumore intraoculare primitivo clinicamente più frequente nell’età adulta. L’incidenza di questa malattia in Italia è calcolata intorno a 350 nuovi casi l’anno”. La sede uveale più frequente dove compare è la coroide (85%, vedi melanoma coroideale ), seguita dai corpi ciliari (10%) e dall’iride (5%). Il melanoma è un tumore maligno; in particolare quello che colpisce l’ùvea è il più frequente dell’età adulta. Tende a crescere sia all’interno del bulbo oculare e sia all’esterno, infiltrando vari tessuti (tra cui la sclera). Il melanoma uveale è purtroppo in grado di provocare metastasi a distanza, colpendo soprattutto il fegato. Nella seconda fase degli studi si punterà ad accelerare il carbonio sotto forma di ioni (ossia con meno elettroni rispetto allo stato elettricamente neutro, in cui gli elettroni sono otto): a Pavia si mirerà a curare tumori resistenti all’ordinaria radioterapia e quelli operabili con difficoltà. Il nuovo raggio basato sul carbonio sarà definitivamente operativo nel 2013: l’obiettivo è di curare tremila pazienti l’anno, con circa 7 sedute a paziente in media. Altri centri di protonterapia esistono in Europa, in Paesi quali l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera, la Germania e la Svezia.

Fonti: Università di Catania , Sanità news.

Ultima modifica: 5 aprile 2011.


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