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Tecnostress, colpisce circa tre milioni di italiani

Attenzione al tecnostress. Fare delle pause e rimanere almeno a mezzo metro di distanza dallo schermo aiuta a non affaticare gli occhi Tecnostress, colpisce circa tre milioni di italiani La dipendenza dal video può provocare affaticamento oculare e deficit dell’attenzione 26 settembre 2008 - Gli occhi possono diventare sempre più asciutti e un po’ vitrei, finendo per assomigliare vagamente allo schermo che fissano. La sindrome dell’occhio secco, a cui si può rimediare con l’instillazione di lacrime artificiali, è solo uno dei tanti disturbi che possono colpire i tecnostressati. Chi è sempre connesso può soffrire di carenza nella concentrazione, ridotte capacità sociali e ansia. L’overdose elettronica dell’homo tecnologicus colpisce circa l’80% delle persone che fanno uso frequente di nuove tecnologie, pari indicativamente a tre milioni di italiani. Per quanto riguarda lo schermo, tra i rischi ci sono - oltre all’affaticamento oculare - il mal di testa e il senso di stordimento, mal di schiena, alterazione dell’umore, riduzione del desiderio d’interazione sociale, disturbi comportamentali (come gli attacchi di panico) e depressione. Inoltre, si può verificare una riduzione dell’efficienza e un senso di stanchezza continua. Talvolta si manifesta con un’aggressività eccessiva. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto operatori delle telecomunicazioni (progettisti di reti, con 12,5 ore alTastiera del computer (freedigitalphotos) giorno davanti al computer), giornalisti (12,1 ore) e operatori finanziari (11 ore). Uscire dall’ufficio non basta e il cervello rischia di ‘impallarsi’; per sbloccarlo non si possono premere i tasti ctrl+alt+canc, ma bisogna correre e camminare. È questo, secondo gli specialisti, l’unico modo per ‘riavviare’ gli esseri umani. Per prevenire o curare questi disturbi è consigliabile – come indicato dalle linee guida per l’uso dei videoterminali, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana – fare pause (circa un quarto d’ora ogni due ore), ma anche illuminare correttamente il posto di lavoro, possibilmente con luce naturale. è importante, per preservare la vista di chi vede o è ipovedente, eliminare per quanto possibile riflessi sullo schermo, ma anche mantenersi ad una distanza di 50-70 centimetri. Per ridurre l’affaticamento oculare è consigliabile distogliere periodicamente lo sguardo dallo schermo. Sembra ovvia la raccomandazione dell’uso di occhiali o di altri mezzi di correzione dei difetti visivi.

Leggi anche: “ Come usare i videoterminali

Fonti: Metro, La Stampa, Gazzetta Ufficiale ( clicca qui), Netdipendenza onlus


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