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TAR, ok con riserva agli occhialini 3D

Occhialini 3DTAR, ok con riserva agli occhialini 3D La linea del Ministero della Salute ‘ammorbidita’ dal Tribunale amministrativo del Lazio: “uso non nocivo già dopo i 3 anni“ 26 marzo 2012 - Gli occhialini 3D della discordia hanno ricevuto una nuova luce verde dal TAR Lazio ma proseguono le polemiche e le vie legali. Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale questi ausili si possono usare senza particolari danni per la salute visiva dopo i 3 anni, però sempre con determinate accortezze. Quindi viene dimezzato il limite minimo d’età di 6 anni precedentemente stabilito dal Ministero della Salute. Quest’ultimo, sulla scorta del parere del Consiglio Superiore di Sanità, aveva tra l’altro affermato che gli occhialini 3D “non determinano danni o patologie irreversibili ma, tutt’al più, qualche disturbo funzionale transitorio”. Il riferimento implicito è a possibili giramenti di testa e a una sensazione di affaticamento visivo. Sempre il Consiglio Superiore di Sanità ha scritto, inoltre, che non esistono “controindicazioni cliniche all’utilizzo degli occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici” a condizione che la visione sia di durata moderata e che, se la proiezione è lunga, occorre un’interruzione. La Società Oftalmologica Italiana (SOI) ha, dal canto suo, ‘promosso’ questa nuova tecnologia elaborando però delle linee guida al suo utilizzo. Sempre secondo la SOI gli occhialini 3D possono persino essere considerati utili: se si avverte qualche disturbo visivo ci si può recare più tempestivamente da un medico oculista per un controllo.sala cinematografica I più piccoli sarebbero, invece, soggetti ad alcuni rischi: “Qualche disturbo di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili – avvertiva già due anni or sono il Consiglio Superiore di Sanità – può insorgere in soggetti di tenera età, sia perché ancora la visione binoculare non è presente o non è del tutto consolidata, sia perché essi possono essere affetti da strabismo o da ambliopia o da altro difetto visivo (diagnosticato o meno)”. A giudizio del TAR il limite minimo di sei anni per la visione dei film tridimensionali è esagerato: anche se è stato proposto a “totale garanzia per la salute dello spettatore della cinematografia 3D” la soglia viene ridotta a tre anni (secondo quanto chiesto dai ricorrenti). Però questa decisione ha attirato gli strali del Codacons, che ha annunciato un ricorso mirato a ripristinare il limite dei 6 anni precedentemente stabilito dal Ministero della Salute. La stessa associazione di consumatori ha invitato le autorità a pronunciarsi anche sul 3D casalingo e non solo su quello in uso nei cinema.

Fonti di riferimento: Ministero della Salute, Codacons, Tar, SOI.

Ultima modifica: 7 agosto 2013


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