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Stili di vita, gli errori dei giovani

Studentessa (Foto: cortesia di imagerymajestic, freedigitalphotos.net)Stili di vita, gli errori dei giovani Alimentazione scorretta, pigrizia, troppo fumo e alcol. Studio su oltre 8500 studenti universitari condotto dall’Università Cattolica di Roma con l’Istituto Superiore di Sanità 3 novembre 2015 - Poca frutta e verdura, troppo alcol, tabacco e sedentarietà. A livello di stile di vita sono questi i “peccati” principali degli studenti universitari italiani, almeno secondo il ritratto che ne fa l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (Facoltà di Medicina e chirurgia) assieme all’Istituto Superiore di Sanità. L’indagine Sportello Salute Giovani è stata pubblicata integralmente sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità. La ricerca è stata condotta su 8516 studenti di dieci università italiane, d’età compresa tra i 18 e i 30 anni: 5702 donne (67%) e 2814 uomini (33%), con età media di poco superiore ai 22 anni. Eppure la stragrande maggioranza degli universitari italiani – ben 8 su 10 – si sentono in buona o ottima salute. Altissima l’attitudine verso le nuove tecnologie, con rischio di abuso e dipendenza: tutti gli studenti hanno almeno un telefono cellulare e 7 su 10 usano il loro smartphone per essere sempre connessi. Tra gli studenti universitari “solo 4 su 10 seguono – si legge in una nota congiunta dell’Istituto Superiore e dell’Università Cattolica – le raccomandazioni nazionali per il corretto consumo quotidiano di frutta e solo 2 su 10 quelle relative all’assunzione delle giuste quantità di verdura [complessivamente l’Oms raccomanda almeno cinque porzioni al giorno, ndr]. Sono troppi gli studenti sedentari, cioè ben 3 su 10 non svolgono attività fisica, mentre un numero consistente di universitari cedono alle lusinghe di Tabacco e di Bacco: 3 studenti su 10 hanno l’abitudine al fumo e 4 su 10 consumano settimanalmente vino e birra. Scarsa l’attenzione alla salute riproduttiva per 3 studentesse su 10, che dichiarano di non essersi mai sottoposte a controlli ginecologici”. Eppure un buono stile di vita associato a controlli periodici può mettere al riparo da molte malattie. “Questi dati – ha concluso Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – ci impongono di prestare una maggiore attenzione in tutte le politiche, e non solo in quelle sanitarie, all’educazione agli stili di vita salutari. Il vantaggio è doppio, individuale e collettivo: essere anziani con un buon tempo da spendere e poter affrontare una spesa sanitaria maggiormente sostenibile”.

Fonti: ISS-Università Cattolica del Sacro Cuore

Pagina pubblicata il 3 novembre 2015.

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