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Staminali umane per curare cavie cieche

cavia di laboratorioStaminali umane per curare cavie cieche A Londra sperimentate cellule retiniche ganglionari contro i danni provocati dal glaucoma 8 marzo 2012 - Le cellule staminali potrebbero un giorno spalancare le porte della visione alle persone che hanno perso la vista a causa del glaucoma . A Londra due prestigiosi centri di ricerca –il Moorfields Eye Hospital e University College London – hanno sfruttato determinate cellule prelevate dalla retina di donatori (dette cellule di Müller), che poi sono state trasformate in laboratorio in altre cellule retiniche (cellule ganglionari). Queste ultime sono state quindi impiantate negli occhi di topi divenuti ciechi a causa del glaucoma: dopo l’intervento la loro corteccia cerebrale ha reagito a basse intensità di luce. Una delle ricercatrici, Astrid Limb, ha spiegato che le nuove cellule non si sono saldate però al nervo ottico come farebbero normalmente. Invece sembra che abbiano creato una sorta di “ponte” verso altre cellule nervose retiniche, consentendo ai segnali elettrici di giungere alle cellule sane del nervo ottico e, attraverso di esso, di arrivare al cervello. “Nonostante questa ricerca sia ancora molto lontana dall’avere applicazioni cliniche – ha affermato la dottoressa Limb – si tratta di un passo significativo verso il nostro obiettivo ultimo: trovare una cura per il glaucoma e per le patologie correlate (una volta che i danni si sono verificati, ndr)”. Tuttavia va sottolineato come, contro la cecità e l’ipovisione causate dal glaucoma (che provoca un restringimento del campo visivo), è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite oculistiche in cui si misuri anche la pressione dell’occhio (tono oculare). Infatti la prima arma di cura è la prevenzione dei danni che una pressione eccessiva può causare al tratto Campo visivo ristretto a causa del glaucomainiziale del nervo ottico (la sua ‘testa’ si innesta nella retina). Anche il direttore del centro di ricerca dell’Ospedale Moorfields si è detto entusiasta: “Vediamo pazienti le cui vite – ha affermato il Prof. Peng Khaw – sarebbero trasformate col solo miglioramento di una piccola percentuale della funzionalità delle cellule nervose. I risultati di questi esperimenti suggeriscono che questo risultato in futuro si potrebbe conseguire utilizzando le cellule che abbiamo già nei nostri stessi occhi”.

Fonte principale: Bbc Health

Ultima modifica: 28 marzo 2012

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