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Staminali contro l’AMD

Cavia mutante: si modifica il dna dei topi per indurre delle malattie e sperimentare nuove terapieStaminali contro l’AMD L’Università della California e lo University College londinese hanno notato che le cellule ‘bambine’ (ottenute da cellule adulte manipolate geneticamente) proteggono la retina delle cavie da laboratorio 15 dicembre 2009 - Le staminali ’fanno l’occhiolino’ ai malati di AMD. Infatti, sono state usate cellule pluripotenti indotte (ricavate da cellule adulte grazie alla manipolazione genetica) per impedire la perdita della vista causata da una degenerazione della retina centrale. Per ora la sperimentazione, condotta dall’Università della California di Santa Barbara e presso lo University College di Londra, ha dato buoni frutti solo sulle cavie di laboratorio, ma la terapia potrebbe essere anche sperimentata sugli esseri umani. Nell’esperimento si è fatto uso di ratti mutanti che avevano un difetto a uno strato fondamentale della retina (chiamato epitelio pigmentato); tale anomalia genetica causa la morte dei fotorecettori – ossia dei sensori naturali della luce – e, quindi, provoca cecità. Impiantando le staminali ottenute dall’epitelio pigmentato umano nelle retine dei ratti si è impedita la degenerazione dei fotorecettori, salvando così la vista. “Nonostante rimanga ancora molto lavoro da fare, riteniamo che i nostri risultati evidenzino il potenziale delle terapie basate sulle cellule staminali nelcellule epiteliali della retina trattamento della degenerazione maculare legata all’età”, ha affermato Sherry Hikita, direttrice del laboratorio di biologia di cellule staminali dell’Università della California. Un altro autore, Dave Buchholz, ha sottolineato come le staminali ottenute dal paziente stesso evitino il rischio di rigetto: “La speranza è che, trapiantando nuove cellule retiniche dell’epitelio pigmentato – derivate da cellule staminali pluripotenti indotte (ossia riprogrammate geneticamente, ndr ) – i fotorecettori rimangano sani, prevenendo la perdita della vista”. L’AMD è una malattia oculare degenerativa della retina che – nella sua forma più comune (detta secca) – è considerata attualmente incurabile, sebbene si possano ridurre le probabilità di ammalarsi: bisogna evitare di fumare, seguire una dieta ricca di antiossidanti e praticare regolarmente attività fisica. L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus sostiene, dal canto suo (col Polo Nazionale Ipovisione), un progetto sulle cellule progenitrici nella degenerazione maculare legata all’età (AMD), portato avanti da F. Scotti del S. Raffaele di Milano.

Fonti principali: University of California (Santa Barbara), PLoS ONE.

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