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Sottoscritta una dichiarazione sulla salute in città

In linea con le raccomandazioni dell’OMS, il Ministero della Salute e l’ANCI hanno trovato un’intesa a Roma

Il Ministro della Salute Lorenzin al convegno sulla salute urbana (Roma, 11 dicembre 2017)La salute tende ad essere meno buona in città. Proprio per questo l’11 dicembre il Ministero della Salute ha organizzato a Roma una giornata di approfondimento sulla salute urbana: si tratta di una sfida globale sullo sfondo dei cambiamenti climatici, delle diseguaglianze sociali e dell’invecchiamento demografico.

Grazie a un ampio panel di esperti e di sindaci sono state condivise le migliori esperienze e gettate le basi per un futuro più vivibile nelle aree urbane (più sano, sicuro e sostenibile). Ad esempio, nelle zone urbane non solo ci sono maggiori rischi di essere colpiti da malattie respiratorie e cardiovascolari così come dal diabete, ma persino da alcune malattie oculari (come congiuntiviti allergiche [1] e retinopatia diabetica).

Va segnalato che, a livello di dieta, c’è la tendenza a sostituire la frutta e la verdura con le merendine, particolarmente forte in Francia, Germania e Gran Bretagna, ma presente comunque anche in Italia [2]. Dunque gli stili di vita non sempre divengono più salutari, ma può avvenire esattamente l’inverso soprattutto laddove i ritmi sono più frenetici e magari non si pratica sport a sufficienza (ad esempio non si va in bicicletta). Tra l’altro durante i lavori è stato ricordato che esiste una rete di città europee per la salute - promossa dall’OMS - che attualmente comprende 1400 città, 30 Paesi e 165 milioni di persone.

Traffico sostenuto lungo una grande arteria urbana (attorno a un obelisco)In occasione dell’appuntamento promosso dal Ministero della Salute è stata sottoscritta una dichiarazione comune tra il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Antonio Decaro. Questa Urban Health Rome Declaration...

  • riconosce a ogni cittadino il diritto ad una vita sana ed integrata nel proprio contesto urbano e la salute dei cittadini come fulcro di tutte le politiche urbane.
  • Evidenzia che le amministrazioni devono impegnarsi nella promozione della salute dei cittadini, studiando e monitorando i determinanti della salute specifici del proprio contesto urbano, facendo leva sui punti di forza delle città e riducendo drasticamente i rischi per la salute.
  • Invita le Istituzioni sanitarie e i Sindaci ad assicurare un alto livello di alfabetizzazione (Health Literacy) e di accessibilità all’informazione sanitaria per tutti i cittadini, aumentando il grado di autoconsapevolezza.
  • Rileva la necessità di inserire l’educazione sanitaria in tutti i programmi scolastici, con particolare riferimento ai rischi per la salute nel contesto urbano.
  • Incoraggia ad attuare strategie per assicurare la promozione di stili di vita sani nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle grandi comunità e nelle famiglie.
  • Propone l’attuazione di politiche d’incentivazione rivolte alle imprese socialmente responsabili che investano in sicurezza e prevenzione e che promuovano la salute negli ambienti di lavoro.
  • Esorta a promuovere una cultura alimentare appropriata, attraverso programmi dietetici mirati, prevenendo l’obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2.
  • Incoraggia la creazione di iniziative locali per promuovere l’adesione dei cittadini ai programmi di prevenzione primaria, con particolare riferimento alle malattie croniche, trasmissibili e non trasmissibili.
  • Richiama l’attenzione sulla necessità di ampliare e migliorare l’accesso alle pratiche sportive e motorie per tutti i cittadini, favorendo lo sviluppo psicofisico dei giovani e l’invecchiamento attivo.
  • Accoglie con estremo favore e incoraggia la condivisione di buone pratiche a livello locale, come la creazione di percorsi ciclo-pedonali per attività di running e walking [3], e l’utilizzazione degli spazi verdi pubblici attrezzati come “palestre a cielo aperto”. Jogging sul lungomare
  • Sollecita le amministrazioni locali a sviluppare politiche locali di trasporto urbano orientate alla sostenibilità ambientale e alla creazione di una vita salutare.
  • Sottolinea l’urgenza di agire direttamente sui fattori ambientali e climatici per ridurre i rischi legati allo sviluppo di malattie correlate all’inquinamento atmosferico e ambientale.
  • Ribadisce l’esigenza di considerare la salute delle fasce più deboli e a rischio, quale priorità per l’inclusione sociale nel contesto urbano.
  • Auspica una forte alleanza tra Comuni, Università, Aziende sanitarie, Centri di ricerca, industria e professionisti per studiare e monitorare a livello urbano i determinanti della salute dei cittadini.
  • Suggerisce la creazione della figura dell’Health City Manager, in grado di guidare il processo di miglioramento della salute in ambito urbano, in sinergia con le amministrazioni locali e sanitarie.

Fonte principale: Ministero della Salute

[1la loro insorgenza sarebbe favorita, secondo alcune ipotesi, dalla combinazione di pollini e smog. Si veda, tra gli altri, Szyszkowicz M, Kousha T, Castner J, "Air pollution and emergency department visits for conjunctivitis: A case-crossover study", Int J Occup Med Environ Health. 2016;29(3):381-93. doi: 10.13075/ijomeh.1896.00442

[2Cecchini, The Lancet, 2014

[3rispettivamente corsa e camminata, ndr


Pagina pubblicata il 11 dicembre 2017.


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