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Sordi alle richieste dei ciechi

Cieco con accompagnatoreSordi alle richieste dei ciechi Appello ’disperato’ dell’Unione italiana ciechi al Presidente del Consiglio: abbandonàti dal Governo pur non chiedendo la luna
22 maggio 2009 - “I ciechi italiani si sentono abbandonati dal Governo”: così inizia il “disperato appello” di Tommaso Daniele (Presidente dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti) al presidente del Consiglio. Se le richieste dei minorati della vista rimarranno inascoltate, l’Uici passerà all’azione a partire dal 28 maggio con pubbliche forme di protesta.
I ciechi e gli ipovedenti, infatti, “si sentono soli di fronte alla possibile tragedia dell’esclusione sociale”; eppure, non chiedono la luna, ma solo che vengano rispettati i propri diritti. “Dopo tre Tommaso Daniele con Schifani. Sulla sinistra avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlusanni di proteste abbiamo ottenuto solo un ordine del giorno della Camera dei Deputati, col parere favorevole del Governo, che attende ancora di essere onorato”.
Dunque, il Presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti fa precisi riferimenti:
1) Un disegno di legge in discussione alla prima Commissione del Senato, che prevede una speciale attenzione per i progetti aventi per oggetto l’assistenza ai disabili gravi, è stato bloccato da un parere negativo del Governo. Camera dei Deputati (emiciclo)2) Una legge dello Stato (la 69 del 2000) che stanzia risorse per l’assistenza scolastica ai minorati sensoriali - osserva ancora Tommaso Daniele - “viene disattesa perché il Ministero dell’Economia si ostina a dare parere negativo alla bozza di regolamento attuativo, predisposta dalla Pubblica Istruzione”. 3) Una proposta di legge assegnata alla Commissione Affari Sociali della Camera, che prevede l’equiparazione dell’assistenza fornita dalle associazioni dei disabili più rappresentative alle attività dei patronati, non viene iscritta all’ordine del giorno nonostante le reiterate richieste degli interessati.
Tommaso Daniele, Presidente nazionale UICI“Signor Presidente - prosegue la lettera - [...] sappia però che tutti questi no pesano come macigni sul futuro dei nostri ragazzi, dei nostri giovani, delle nostre donne, dei nostri anziani. Sappia che tutti questi no hanno come conseguenza meno istruzione, meno formazione professionale, meno prevenzione, meno riabilitazione, meno impiego, meno accesso all’informazione, alla cultura, all’ambiente, all’arte, meno pari opportunità per tutti, il che equivale alla possibile morte civile dei ciechi e degli ipovedenti”.Tutto ciò avviene nell’anno in cui il Parlamento italiano ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, “da tutti giustamente esibita come conquista di grande civiltà, capace di cambiare il destino delle persone disabili nel mondo”. Per questo - conclude Daniele - “non [si] può rinunciare a rendere di pubblico dominio in tutte le forme possibili il malessere dei ciechi e degli ipovedenti italiani e la loro solitudine”.

  
La lettera integrale del Presidente dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti si può leggere  cliccando qui.  

Fonti: Uici, Press-in.


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