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Se la salute va in fumo

Se la salute va in fumo Il 31 maggio celebrata la Giornata mondiale contro il tabacco con l’Oms: ridurre il consumo di tabacco salva vite umane. Il fumo può causare anche danni oculari Se non volete che la vostra salute vada in fumo, rinunciate a sigari, pipe e sigarette. Si è celebrata il 31 maggio la Giornata mondiale contro il tabacco assieme all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il fumo prima causa evitabile di decessoIl fumo può causare una morte lenta e dolorosa (avvertenza grafica britannica) Secondo l’Oms “il consumo di tabacco è la singola causa globale di decesso più prevenibile ed è attualmente responsabile del 10% delle morti di adulti nel mondo”. Oltre l’80% dei decessi evitabili avvengono nei Paesi a reddito medio-basso. Il fumo uccide quasi sei milioni di persone l’anno, delle quali oltre 600 mila non fumano (subiscono il fumo passivo). Smettere di fumare può significare quindi non solo salvare la propria vita, ma anche quella di chi vi sta intorno. Dunque l’Agenzia Onu per la salute suggerisce di aumentare ulteriormente le tasse sulle sigarette oltre a rafforzare le avvertenze sui pacchetti di sigarette. Le maggiori entrate dello Stato potrebbero essere investite proprio in salute. Visione con catarattaMiglior vista senza il fumo Il fumo può annebbiare o danneggiare la vista. I rischi oculari per i fumatori vanno da una maggiore incidenza di cataratta , passando per un incremento di potenziali danni alla retina centrale (a causa della degenerazione maculare legata all’età ), oltre all’irritazione diretta provocata dal fumo sulla congiuntiva (arrossamento oculare transitorio) e al maggior rischio di uveiti . Fondamentale è, quindi, rinunciare al fumo e praticare l’esercizio fisico regolare. Può giovare anche bere vino in modo molto moderato durante i pasti. Come questi tre fattori incidano sulla salute visiva è stato studiato, ad esempio, da ricercatori dell’ Università del Wisconsin (Usa), che hanno seguito quasi 5000 adulti per un ventennio. Sigarette elettroniche della discordia L’ideale è ovviamente smettere di fumare del tutto. Che le sigarette elettroniche (e-cig) non rappresentino un’alternativa salutare al classico fumo di sigaretta viene sottolineato da un nuovo studio condotto da allergologi americani (pubblicato sul numero di giugno degli annali di “ Allergy, Asthma & Immunology ”). Infatti accade spesso che l’uso della sigaretta elettronica si sommi alla sigaretta classica e, inoltre, permane il problema della dipendenza dalla nicotina. è vero che esistono anche delle e-cig senza nicotina – che consentono di “svapare” senza i residui della combustione della carta oltre che senza i veleni del tabacco –, ma sono stati sollevati dubbi riguardo alla potenziale nocività dei liquidi contenuti nelle ricariche. Però ci sono autorevoli studiosi, quali Umberto Veronesi, che difendono l’impiego della sigaretta elettronica rigorosamente senza nicotina, usata quindi come presidio medico: “Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali – afferma l’oncologo – si mettessero a fumare e-cig, salveremmo almeno 30 mila vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo”. Il fumo nel Belpaese In Italia i fumatori sono 11,3 milioni, circa il 22% della popolazione: sono questi i nuovi dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Mediamente nel nostro Paese chi fuma consuma 13 sigarette al giorno. Per la prima volta dal 2009 si osserva un aumento della percentuale di fumatrici (che passano dal 15,3% del 2013 al 18,9% del 2014). Viceversa si è avuta una lieve diminuzione dei fumatori maschi (dal 26,2% al 25,4%). Fumano, comunque, più gli uomini delle donne in tutte le fasce d’età. Il picco si registra tra i 25 e 44 anni: fuma il 26% delle femmine e il 32,3% dei maschi. I consumatori di sigarette elettroniche risultano oggi meno della metà rispetto ai dati forniti nel 2013. Tuttavia, prosegue l’Istituto Superiore di Sanità, almeno “tra gli utilizzatori della e-cig è aumentata quest’anno la percentuale di chi ha dichiarato di aver smesso di fumare le sigarette tradizionali“ (il 18,8% nel 2014 contro il 10,6 % del 2013). Più prevenzione anche contro il fumo passivo Il Ministro della Salute Lorenzin ha affermato che “grave è esporre al fumo passivo i nostri figli: la metà dei bambini lo è già al secondo anno di vita, 38 [bambini] su cento hanno un genitore che fuma in casa, questo ci dicono i dati Istat”. Quindi, ha proseguito il Ministro, “combattere il fumo, attivo e passivo, è il primo passo della prevenzione, unica infallibile arma contro le malattie croniche”. Come smettere di fumare Per smettere di fumare esistono dei centri specializzati antifumo segnalati dall’Istituto Superiore di Sanità, che tra l’altro fornisce anche un telefono verde contro il fumo (800 55 40 88) . Può aiutare, inoltre, la Guida pratica per smettere di fumare della Fondazione Veronesi.

Leggi anche: “ Più disabilità visiva tra i fumatori ”, “ E-cig meno dannose delle sigarette

Link utile: Giornata mondiale del respiro, appuntamento a Rm

Fonti: Oms ( Who ); American College of Allergy, Asthma, and Immunology , ISS , Ophthalmology , Corsera , Ministero della Salute.

Pagina pubblicata il 27 maggio 2014. Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2014


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