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Scoperti i meccanismi di interazione tra fotorecettori della retina

I fotorecettori si distinguono in bastoncelli (a sinistra) e coni (a destra). (Fonte: Summagallicana) Scoperti i meccanismi di interazione tra fotorecettori della retina L’Università di Pisa: un progresso verso la cura di malattie come la retinite pigmentosa 9 gennaio 2014 - Un nuovo studio dell’Università di Pisa getta una nuova luce sull’interazione tra coni e bastoncelli, ossia fra i fotorecettori della retina che servono per la visione diurna e notturna. La ricerca – appena pubblicata sulla rivista eLife (edita dal premio Nobel 2013 per la fisiologia Randy Schekman) – è stata condotta da Sabrina Asteriti e Lorenzo Cangiano, del dipartimento pisano di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, in collaborazione con Claudia Gargini del dipartimento di Farmacia. “Abbiamo dimostrato (nelle cavie, ndr ) – spiega Cangiano che i piccoli ‘pori’ che mettono in comunicazione diretta i ‘bastoncelli’ e i ‘coni’ determinano anche un trasferimento di funzionalità fra questi due tipi di cellule. La scoperta di questi meccanismi fisiologici potrà aiutare a curare alcune malattie dell’occhio come, ad esempio, la retinite pigmentosa, e più in generale le varie patologie che coinvolgono i fotorecettori, dal momento che gli stessi pori permettono il passaggio di molecole fondamentali per la funzione cellulare“.

Riferimento bibliografico: Sabrina Asteriti, Claudia Gargini, Lorenzo Cangiano, “Mouse rods signal through gap junctions with cones”, eLIFE, 7 gennaio 2014, DOI: http://dx.doi.org/10.7554/eLife.01386

Fonte: Università di Pisa

Ultima modifica: 10 gennaio 2014

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