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Salviamo dalla cecità chi ha l’AMD umida

Forma umida della degenerazione maculare legata all'età (AMD o DMS)Salviamo dalla cecità chi ha l’AMD umida Lanciata da Per Vedere Fatti Vedere onlus una campagna contro le limitazioni ai trattamenti offerti dal Sistema Sanitario Nazionale per i malati della forma più grave di degenerazione maculare legata all’età 23 ottobre 2012 - “Salviamo dalla cecità decine di migliaia di pazienti con degenerazione maculare senile” (AMD): è questo lo slogan della campagna lanciata questo mese da Per Vedere Fatti Vedere – onlus fondata dalla Società Oftalmologica Italiana (SOI) – con cui si chiede al Ministero della Salute e all’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) di abolire i limiti esistenti all’impiego delle iniezioni intravitreali. Si tratta di anti-VEGF (farmaci che inibiscono o rallentano la proliferazione di vasi dannosi per la retina), utili per trattare la forma umida dell’AMD, quella più grave perché ad evoluzione più rapida, che può colpire il centro della retina generalmente dopo i 55 anni. Pertanto la SOI chiede di pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale una delibera AIFA (che risale a 14 luglio 2011) che riguarda l’abolizione del limite per cui la cura non può essere offerta anche a chi vede meno di 2/10 (poi tale pubblicazione sarebbe effettivamente avvenuta sulla Gazzetta del 6 dicembre 2012, ndr ). La stessa SOI chiede, inoltre, che venga immediatamente cancellato il limite del secondo occhio (per cui se una persona è già stata trattata a un occhio non ha diritto alla cura del secondo attraverso il Servizio Sanitario Nazionale): occorre allineare l’Italia agli altri Paesi occidentali, dove tali discriminazioni non esistono. “Al momento le iniezioni intravitreali – sottolinea la onlus Per Vedere Fatti Vedere – sono l’unica terapia disponibile per i pazienti con degenerazione maculare senile umida, una grave patologia oculare che colpisce soprattutto gli anziani e che porta alla perdita progressiva della vista, fino alla cecità. Con un calcolo prudenziale, nel nostro Paese si stima che colpisca almeno 110.000 persone. In Italia, unico caso tra i paesi occidentali, la cura della degenerazione maculare senile con le iniezioni intravitreali è garantita dal SSN con inaccettabili limitazioni”.Iniezione intravitreale di anti-VEGF Il trattamento non viene però erogato a chi ha meno di 2/10 di visus (con la migliore correzione ossia con lenti): “Questo limite – afferma Lidia Buccianti, direttore di Per Vedere Fatti Vedere onlus – impedisce di fatto a chi ne ha più bisogno di mantenere quella visione residua in grado di garantire l’autosufficienza e una vita dignitosa. Per un paziente con meno di 2/10, riacquistare anche solo 1/10 significa poter passare da una condizione di dipendenza ad una vita ancora autonoma, cosa fondamentale per molti anziani che oggi vivono soli”. “Attualmente – scrive ancora Per Vedere Fatti Vedere onlus – il trattamento viene erogato, incredibilmente, per un occhio solo. Chi è affetto da degenerazione maculare senile in tutte e due gli occhi deve poterli curare entrambi con la copertura del Servizio Sanitario Nazionale e mantenere in tutti e due gli occhi quella visione residua che può permettere di condurre una vita autosufficiente”. “L’età media degli italiani si sta alzando, la nostra società sta progressivamente invecchiando, e l’incidenza della degenerazione maculare legata all’età è destinata ad aumentare notevolmente – conclude Buccianti – si prevede un aumento di casi di DMS (ossia di AMD, ndr) del 31% nel decennio 2010-2020, con un conseguente aumento dei costi sociali per ipovisione e cecità”. La onlus Per Vedere Fatti Vedere conclude, quindi, considerando i costi elevatissimi della cura con le iniezioni intravitreali: “al momento attuale chi ha i soldi può permettersi di curarsi privatamente, chi non li ha va incontro alla perdita della vista”. L’accesso alle cure è considerato, tuttavia, un diritto che deve essere garantito a tutti i pazienti senza discriminazioni anche per questo motivo: i costi per le cure sarebbero nettamente inferiori ai costi che la società italiana dovrà sostenere per la cecità dei pazienti che non ha curato adeguatamente.

Fonti: Per vedere fatti vedere onlus , SOI , Farmacista33


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