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Salute, un italiano su due s’informa sul web

Evento del 18 novembre 2015, Università Sapienza di Roma (Foto cortesia IBSE Foundation)
Salute, un italiano su due s’informa sul web Solo i medici ancora battono internet, mentre si ricorre più di rado ai consigli dei farmacisti
23 novembre 2015
- Un italiano su due cerca informazioni di salute sul web; solo i medici sono ancora più consultati. A ricorrere in prima battuta a internet sono soprattutto i laureati (73%) e i diplomati (63%): l’uso di un computer connesso cresce in modo direttamente proporzionale al grado d’istruzione. Eppure i pc ancora non battono gli esseri umani, soprattutto quando si tratta di specialisti. Questi sono alcuni risultati di un sondaggio condotto su 2066 maggiorenni, presentato il 18 novembre presso l’Università Sapienza di Roma in occasione di un evento promosso dalla IBSE Foundation (intitolato “La salute in rete: progresso o pericolo?”). L’83% degli italiani cerca su internet informazioni riguardanti le singole malattie, il 66% sulle possibilità di cura e il 64% sui corretti stili di vita. Questo è comune soprattutto tra i 35 e i 44 anni e dopo i 65 anni. Suscitano curiosità anche i farmaci prescritti dal medico (44%), gli integratori alimentari (37%) e i farmaci da banco (35%), a pari merito con gli ospedali specializzati e i centri d’eccellenza. è molto positiva la valutazione del canale web che viene preferito rispetto ai media tradizionali, in particolar modo dalle persone “attente alla salute”, e considerato facile da consultare (85%), utile (76%) e affidabile (65%). Eppure un consulto via internet non può mai sostituire una visita effettuata di persona. Per tutti il medico è ancora un punto di riferimento (per l’85% il medico di base, per il 68% specialista). Ecco allora che – dopo la ricerca sul web – in diversi casi si rivolge al proprio medico: il 63% della popolazione, dopo aver trovato online informazioni sulla salute, si è recato da un dottore per ulteriori delucidazioni e approfondimenti. Vengono solo dopo internet, tuttavia, i consigli del farmacista (37%), quelli di parenti e amici (36%) e infine quelli dei media (24%). “Il web rappresenta un’enorme opportunità in termini di conoscenza, ma nell’esplorare la rete sono necessari gli strumenti per orientarsi sull’autorevolezza delle

Fonti che producono informazioni e in medicina la qualità delle informazioni è una questione centrale”, ha commentato il Prof. Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità –. Tuttavia, “ciò che manca è un portale che in qualche modo sia di riferimento per tutti i temi di natura medica capace di fornire indicazioni basate su evidenze scientifiche. Serve un filo di Arianna per orientarsi nel labirinto delle tante e disparate

Fonti che circolano sul web”.

Link utile: Slide (sondaggio condotto da GfK Eurisko)

Fonte principale: IBSE Foundation for Scientific Research


Pagina pubblicata il 23 novembre 2015. Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2016


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