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Rischi in vista con gli accumuli di minerali

Rischi in vista con gli accumuli di minerali I depositi di fosfato di calcio sulla retina favoriscono l’insorgenza della degenerazione maculare legata all’età 26 gennaio 2015 - Piccoli aggregati di fosfato di calcio possono, a lungo andare, mettere a repentaglio la vista accumulandosi sulla retina. Infatti questi depositi minerali possono favorire l’insorgenza della degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), malattia che può provocare ipovisione e cecità, compromettendo gravemente la visione centrale. Lo ha messo in evidenza un’équipe multidisciplinare di ricercatori inglesi, americani e tedeschi. Lo studio è stato diretto dal Moorfields Eye Hospital di Londra. “Le proteine e i lipidi (grassi, ndr) che si accumulano in depositi esterni all’epitelio pigmentato retinico (RPE) rappresentano – scrivono i ricercatori su PNAS – una barriera allo scambio metabolico tra la retina e i capillari della coroide (strato del bulbo che alimenta la retina stessa, ndr). Col tempo questi depositi possono portare alla degenerazione maculare legata all’età (AMD), la causa più comune di cecità tra gli anziani nel mondo sviluppato”. I ricercatori hanno capito che lo stesso calcio che si trova nelle ossa e nei denti si può accumulare impropriamente nella retina: analizzando 30 occhi di donatori già deceduti, di età compresa tra i 43 e i 96 anni, hanno utilizzato dei coloranti fluorescenti per individuare minuscole sfere nella retina (qualche migliaio di millimetro di diametro). “Questa scoperta – ipotizzano gli studiosi – potrebbe offrire nuovi approcci interessanti per l’identificazione precoce dell’AMD e il suo trattamento”. Era già noto che l’AMD fosse associata a depositi sottoretinici bianco-giallastri chiamati drusen . Si tratta, in sostanza, di materiali di scarto che tendono a ‘uccidere’ i fotorecettori. Infatti i processi cellulari non riescono più a svolgersi regolarmente con troppa ‘spazzatura’ perché essa impedisce che nutrienti essenziali per la vita della retina raggiungano proprio le cellule fotosensibili. Bisogna quindi capire come si formino queste drusen e perché si accrescano fino a causare danni visivi. Allo stato attuale non esistono farmaci in grado di trattare la forma secca della degenerazione maculare legata all’età (quella più comune) né, tantomeno, di prevenirne l’insorgenza. Anche se la causa della patologia retinica ha una radice genetica, esistono però dei fattori modificabili. In particolare, per aiutare a prevenire l’AMD bisogna evitare di fumare, praticare regolarmente esercizio fisico e seguire una dieta ricca e varia (pesce grasso, verdura a foglia verde, noci, ecc.). Insomma, vivere meglio il proprio stile di vita aiuta anche a difendere la vista. strato di cellule che regola il passaggio delle sostanze metaboliche che arrivano alla retina e che da esse vengono espulse.

Fonti: PNAS, University Of Maryland School Of Medicine, University College London


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