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Eventi

Retinopatia diabetica, prevenzione senza sviste

Oltre un milione di persone colpite in Italia. Il 20 settembre presso il Ministero della Salute si è tenuto un forum dedicato alla malattia oculare

Il più delle volte la disabilità visiva può essere evitata, a partire da quella causata dal diabete. Proprio su questo tema ad alto “impatto” sociale si è tenuto a Roma, il 20 settembre 2016 – presso l’Auditorium del Ministero della Salute –, un incontro sulla retinopatia diabetica, a cui hanno partecipato esperti del mondo universitario, istituzionale e di realtà dedite alla ricerca e alla prevenzione.

Diabete da tenere d’occhio

Il diabete colpisce, nel mondo, 422 milioni di persone (stime OMS) e molte di esse rischiano, per sua causa, una riduzione delle capacità visive fino all’ipovisione e alla cecità. Infatti, una concentrazione troppo elevata di zuccheri nel sangue può causare danni irreversibili alla retina: la glicemia deve essere sempre mantenuta entro limiti accettabili. Secondo il nuovo White Paper illustrato presso il Dicastero della Salute il numero dei diabetici in Italia - tenendo conto anche di coloro a cui non è stata diagnosticata la malattia - tocca la cifra record di 5 milioni. Si legge in questa pubblicazione:

Tra il 2015 e il 2025 si stima un aumento complessivo di circa 150.000 pazienti retinopatici a livello nazionale, pari al 18%. Un dato di crescita che sembra rimanere pressoché costante, fino ad incontrare un leggero calo solo a partire dal 2028, fenomeno che sostanzialmente è coerente con l’evoluzione della struttura della popolazione per classe di età.
Va rilevata, inoltre, la presenza di un aumento del numero di pazienti affetti da retinopatia diabetica che necessitano di ricovero ospedaliero, che si prevede passino dai circa 124.000 nel 2015 ai circa 156.000 nel 2025.

Fondamentali le visite periodiche

Visite oculistiche e diabetologiche periodiche consentono di tutelare la propria salute, fermo restando che la diagnosi deve essere tempestiva. Anche perché il diabete rischia di apportare seri danni non solo a livello oculare, ma anche cardio-vascolari, renali, agli arti inferiori, ai nervi periferici, ecc. Il tipo 1 richiede la somministrazione d’insulina, mentre la forma di diabete più diffusa (circa il 90% dei casi) può essere “affrontato” con una dieta sana e, quando necessario, con farmaci specifici (ipoglicemizzanti).

Cosa si è detto

Molti sono stati gli interventi autorevoli durante il convegno. Tra questi ricordiamo, in apertura, quello della Senatrice Manuela Granaiola (Segr. Commissione Igiene e Sanità del Senato), la quale ha sottolineato l’importanza della comunicazione ai cittadini e delle complicanze del diabete:

Due parole chiave: prevenzione e diagnosi precoce. Quello che più mi preme è l’aspetto sociale, la qualità della vita delle persone, quello che una persona deve affrontare se non ha una diagnosi precoce della patologia.

Dal canto suo l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, ha affermato:

Noi vogliamo tutti combattere, vogliamo andare verso la prevenzione della cecità, sconfiggere le malattie evitabili che la causano. Il diabete è forse la malattia socialmente più devastante.
In Italia si stimano oltre un milione di persone colpite da retinopatia diabetica su cinque milioni di diabetici [tra diagnosticati e non]. Quanti cittadini non sanno di essere affetti da diabete?
Bisogna andare dall’oculista, sottoporsi regolarmente a visite e a diagnosi precoci. Certo, sarebbe meglio se in Italia ci fosse una legge che imponesse visite obbligatorie.

Tra gli altri interventi autorevoli ricordiamo, inoltre, la lettura magistrale di Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale ha lanciato una sorta di allarme strutturale: ha sottolineato come il Sistema sanitario nazionale - così come attualmente si configura - non sia sostenibile essenzialmente a causa del rapido invecchiamento demografico italiano (rischia una “tempesta perfetta”):

Siamo il secondo Paese al mondo che spende di più privatamente (spesa out-of-pocket), ma questo è discriminante. A fronte della domanda dovuta all’invecchiamento demografico, delle malattie croniche (che provocano anche cecità e ipovisione), e a fronte della riduzione delle risorse il Sistema non è sostenibile. Noi quindi dobbiamo mettere in discussione i modelli e i ruoli fin qui acquisiti.

Il Prof. Teresio Avitabile, segretario generale della Società Oftalmologica Italiana (SOI), ha spiegato a proposito della retinopatia diabetica:

Il mancato o inadeguato controllo della malattia, senza un’appropriata risposta organizzativa genererà inevitabilmente un aumento dei casi d’ipovisione o cecità altrimenti evitabili, con una crescita dei costi sociali che a questa si accompagnano, con grave impatto sull’equilibrio della spesa pubblica.

La Senatrice Laura Bianconi, membro della dodicesima Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha osservato infine:

Sono molteplici e inquietanti le evidenze offerte da studi, analisi e autorevoli pareri del mondo clinico circa le complessità organizzative e gestionali che i pazienti colpiti dalla retinopatia diabetica devono affrontare in grandissima parte, con grave rischio per la loro vista. Oggi, proprio per i molti strumenti conoscitivi di cui dispongono, la politica e le Istituzioni devono offrire risposte rapide, adottando scelte di politica sanitaria che, se attuate tempestivamente, oltre a offrire una doverosa risposta a una primaria domanda di salute, possono incidere positivamente al contenimento della spesa sanitaria.

Promotori e partner


L’appuntamento del 20 settembre è considerato il primo forum nazionale dedicato alla retinopatia diabetica e prevede due tavole rotonde. E’ stato promosso dal Ceis-Università di Tor Vergata e dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Tra i partner ufficiali si annoverano la Società Oftalmologica Italiana, Diabete Italia onlus, la Società italiana di medicina generale (SIMG) e l’Italian Barometer Diabetes Observatory. Nella stessa è stato anche presentato anche un Manifesto a carattere sociale.

Programma dell’evento

Leggi il comunicato stampa integrale

Pagina pubblicata il 9 settembre 2016. Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2016


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