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Retina rigenerata nei topi

Utilizzando una tecnica sperimentale che s’ispira alla fisiologia dei pesci zebra è stata attivata l’“autoriparazione neurale” anche nelle cavie

La rigenerazione della retina è una sorta di Sacro Graal dell’oculistica. Noi però siamo dotati di questa capacità spontanea solo in minima parte [1] così come avviene negli altri mammiferi; ma il pesce zebra e le rane hanno invece capacità “superiori”. Infatti quando subiscono lesioni retiniche si generano localmente cellule staminali che riescono a “riparare” la retina. Dunque l’Università di Washington (Usa) ha pensato di attivare dei meccanismi genetici che sarebbero capaci di indurre queste capacità anche negli esseri umani. Nei topolini di laboratorio questa tecnica pare che abbia funzionato.

Cosa si è fatto?
Si è riusciti a far generare nuovi neuroni retinici nei topi, in particolare nella glia di Müller, in seguito a lesioni della retina. Per farlo i ricercatori dell’Università di Washington sono intervenuti su un gene (Ascl1) regolatorio della neurorigenerazione. [2]

Dunque, hanno concluso i ricercatori americani su Nature: “I nostri risultati offrono un nuovo approccio per il trattamento delle malattie retiniche che portano alla cecità”.

Fonti: Nature, Università di Washington

[1si forma però tessuto cicatriziale che non è fotosensibile ed è, quindi, inutile

[2Si è bloccata, in particolare, la deacitilasi degli istioni (in questo caso il metodo è di natura epigenetica)


Pagina pubblicata il 28 luglio 2017. Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2017


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