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Responsabilità dei medici, verso una nuova legge

Responsabilità dei medici, verso una nuova legge Approvato in Commissione Affari Sociali della Camera il nuovo testo sulla medicina difensiva 20 novembre 2015 - Tutela dei pazienti da un lato ma, dall’altro, limitazione delle possibilità di perseguire i medici per presunti errori professionali: potranno rispondere penalmente del loro operato solo in caso di “colpa grave” (per lesioni personali o decesso), qualora non si siano attenuti alle linee guida e alle pratiche sanitarie più comuni. Questa, in sintesi, la linea del testo licenziato dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera, un disegno di legge che dovrebbe approdare in Aula nel 2016, una volta ricevuto il parere positivo delle Commissioni competenti. Più sicurezza e prevenzione, meno esami ’inutili’ Nel testo si parla non solo di sicurezza quale “parte costitutiva del diritto alla salute”, “perseguita nell’interesse dell’individuo e della collettività, ma anche di “attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all’erogazione di prestazioni sanitarie”. “La piena realizzazione delle attività di prevenzione e gestione del rischio sanitario – si legge – rappresenta un interesse primario del Sistema sanitario nazionale perché consente maggiore appropriatezza nell’utilizzo delle risorse disponibili e garantisce la massima tutela del paziente”. Ciò significa che verranno prescritti meno esami ‘inutili’: attualmente capita che i medici si tutelino in questo modo sotto il profilo legale. Inoltre i chirurghi potranno assumersi rischi supplementari in caso d’interventi parecchio complessi. Operazione di cataratta Obbligo di conciliazione in sede civile Diventerà probabilmente obbligatorio almeno un tentativo di conciliazione sul piano civile tra il paziente che pensa di essere stato danneggiato e il medico che presumibilmente ha operato male (con annessa richiesta di risarcimento danni). Il Ministro Lorenzin: “Provvedimento equilibrato“ Esulta il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in una nota diffusa il 19 novembre: “è un risultato storico, una svolta nella lotta alla medicina difensiva, perché riesce a trovare un punto di equilibrio tra le tutele dei medici, che hanno bisogno di svolgere il loro delicato compito in serenità, e il diritto dei cittadini dinanzi ai casi di malasanità”. “L’elaborazione prodotta dai parlamentari impegnati alla Camera ha permesso di cogliere tutti gli obiettivi: cambia la responsabilità del medico sia da un punto di vista penale, poiché il medico non sarà più responsabile neppure per colpa grave se rispetta le linee guida, che civile, prevedendosi la natura extracontrattuale della responsabilità dei medici non liberi professionisti, con conseguente inversione dell’onere della prova e dimezzamento del termine di prescrizione”. Inoltre, spiega ancora il Ministro, “viene introdotta l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione; la conciliazione obbligatoria pone un freno al proliferare dei contenziosi giudiziari; viene limitata, da un punto di vista della quantificazione, l’azione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti del medico; viene creato un fondo di garanzia per le vittime di malasanità”. Complessivamente la Lorenzin lo considera “un provvedimento equilibrato” che dovrebbe consentire ai medici di “lavorare con maggiore serenità” e ai pazienti di vedere “tutelati in modo chiaro e diretto i loro diritti”.

Fonti: Sanità24-Il Sole 24 Ore, Ministero della Salute

Ultima modifica: 7 gennaio 2016


Pagina pubblicata il 20 novembre 2015. Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2016


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