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Quel microbioma oculare che cambia pelle

Quel microbioma oculare che cambia pelle La superficie corneale dei portatori di lenti a contatto è tendenzialmente più esposta a certe infezioni 1 giugno 2015 - “La nostra ricerca dimostra chiaramente che inserire nell’occhio un corpo estraneo, come la lente a contatto, non è un atto neutrale”: lo ha affermato una docente di microbiologia della New York University (Usa). La professoressa Maria Gloria Dominguez-Bello e colleghi hanno studiato per quasi due anni la composizione della superficie oculare umana utilizzando accurati test genetici per distinguere e classificare migliaia di batteri. Il microbioma della superficie oculare dei portatori di lenti a contatto somiglia di più a quello della pelle delle palpebre che non al microbioma di chi non mette le lenti. Sulla superficie oculare di nove portatori di lenti è stata riscontrata infatti una quantità tripla di Methylobacterium, Lactobacillus, Acinetobacter e Pseudomonas rispetto a quella osservata nelle persone che non le mettevano. Complessivamente sono stati identificati 5245 ceppi batterici distinti nella congiuntiva dei portatori di lenti a contatto, mentre un numero superiore di batteri (5592) è stato riscontrato negli altri soggetti. Il problema è legato al tipo di batteri osservati. “Questi risultati dovrebbero aiutare gli scienziati – ha concluso Dominguez-Bello – a capire meglio il problema annoso per cui i portatori di lenti a contatto sono più predisposti alle infezioni oculari” (vedi cheratiti). L’obiettivo è quello di prevenire le infezioni stesse che, nei casi più gravi, possono portare a seri danni corneali fino alla perforazione della cornea. Per questo è fondamentale rispettare le norme di corretto uso delle lenti a contatto e le modalità di conservazione devono essere rispettate scrupolosamente (liquido apposito, sostituzione frequente del portalenti). Indispensabile rispettare le norme igieniche: le mani devono essere sempre pulite e asciutte prima di applicare o levare le lenti, che non devono mai entrare in contatto con l’acqua. I portatori di lenti che non rispettano queste norme sono, in particolare, più esposti alle cheratiti da Acanthamoeba . I risultati della ricerca sono stati presentati a New Orleans (Usa) il 31 maggio 2015 in occasione del congresso annuale della Società americana di microbiologia. Dovranno tuttavia essere confermati da ulteriori studi. N. B. In spiaggia e in piscina è opportuno levare le lenti a contatto; se però non se ne può fare a meno, durante il bagno bisogna utilizzare gli occhialini e poi buttare le lenti per il rischio di contaminazioni batteriche . Inoltre bisogna stare attenti affinché l’occhio resti idratato: può essere utile instillare lacrime artificiali affinché l’occhio non si secchi quando si prende il sole (tra l’altro esistono lenti a contatto dotate di filtri per i raggi ultravioletti).

Fonte: Nyu Langone Medical Center-New York University School Of Medicine


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