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Quel diabete da tenere d’occhio

Quel diabete da tenere d’occhio Pubblicato il rapporto statistico Oms 2014: assieme a ipertensione e sovrappeso, il diabete è un importante fattore di rischio di una serie di malattie 19 maggio 2014 - Diabete, pressione alta e sovrappeso: sono queste tre “minacce” importanti alla nostra salute da cui guardarsi attentamente. Nel Rapporto statistico dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblicato nei giorni scorsi sono contenute molte cifre, ma le malattie non trasmissibili rivestono un ruolo particolarmente importante (soprattutto per quanto concerne i Paesi industrializzati). Retinopatia diabetica, controlliamo la glicemia e la retina “Negli adulti – si legge nel nuovo Rapporto Oms – il diabete, l’ipertensione e il sovrappeso o l’obesità aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e di diversi tipi di cancro. Questi rischi contribuiscono anche a malattie non fatali come l’artrite e la perdita della vista dovuta alla retinopatia diabetica“. A volte quest’ultima porta a un calo progressivo della vista fino all’ipovisione e alla cecità, ma in altri casi è priva di sintomi: si può persino non avvertire alcun disturbo fino a stadi avanzati della malattia, quando si manifesta un calo grave ed improvviso dell’acutezza visiva. Dunque, per prevenirla è fondamentale sia sottoporsi regolarmente a controlli oculistici che fare periodicamente le analisi del sangue: i valori della glicemia (concentrazione di zuccheri nel sangue) devono essere sempre tenuti d’occhio. L’esercito dei diabetici L’Organizzazione mondiale della sanità stima che i malati di diabete siano 347 milioni nel mondo. In Italia si calcola che oltre tre milioni di persone siano affette da diabete: questa malattia colpisce soprattutto gli anziani. Tutti i diabetici sono potenzialmente a rischio di contrarre una retinopatia diabetica. Un mondo più longevo Secondo l’Oms nel mondo una femmina nata nel 2012 ha mediamente un’aspettativa di vita di circa 73 anni, mentre un maschio 68. Quindi ci si attende che oggi un bambino viva in media sei anni in più rispetto al 1990. L’Italia resta uno dei Paesi più longevi al mondo, anche se ha perso qualche posizione. Tra le donne italiane l’aspettativa di vita è di 85 anni – il Belpaese si trova oggi al quinto posto in classifica –, mentre il Giappone è primo assoluto (con 87 anni). Dal canto loro i maschi nati oggi in Italia vivono mediamente 80,2 anni (al quarto posto, a pari merito con altri Stati), mentre il record lo detiene l’Islanda con 81,2 anni, a cui seguono la Svizzera (80,7) e l’Australia (80,5 anni). Malattie infettive e non infettive? Malattie cardiache (alle coronarie), infezioni polmonari (come la polmonite) e ictus: sono queste le tre cause più importanti di morte prematura. Semplificando il mondo appare diviso in due: se in 22 Paesi (tutti africani) oltre il 70% degli anni persi sono causati ancora da malattie infettive e malattie correlate, in molti altri Paesi (ben 47) – soprattutto quelli ad alto reddito – le patologie non contagiose sono la causa di oltre il 90% degli anni persi per decesso prematuro. Infine, oltre cento Paesi si trovano in una fase di transizione: le malattie non trasmissibili stanno conquistando un peso crescente. Obesità e prematurità L’obesità infantile non sta crescendo solo nei Paesi industrializzati, ma curiosamente anche in diverse zone dell’Africa. Sotto i cinque anni, tuttavia, la maggior parte di decessi avviene a causa di nascite premature (17,3% dei casi) – che tra l’altro causano anche problemi retinici ( ROP ) –, mentre la polmonite è la seconda causa di mortalità infantile (15,2%). Infine, l’Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia due adulti su cinque (42%) abbiano un peso superiore alla norma, di cui il 31% sono in sovrappeso e l’11% di obesi.

Fonti principali: Oms , Epicentro-ISS

Ultima modifica: 20 maggio 2014 Campagna contro la retinopatia diabetica (video)


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