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Quei puntini amati dai ciechi

Quei puntini amati dai ciechi Il 21 febbraio si è celebrata l’VIII Giornata Nazionale del Braille: la cultura si può trasmettere tattilmente Da Trieste a Catanzaro, passando per l’Italia centrale: il 21 febbraio 2015 è stata celebrata l’VIII Giornata Nazionale del Braille in diversi modi a seconda delle località. Unico protagonista assoluto è stato l’alfabeto tattile basato su sei puntini in rilievo inventato dal celebre genio francese (Louis Braille) da cui prende il nome l’ingegnoso sistema. Il braille deve sempre più confrontarsi col mondo delle nuove tecnologie. Il vantaggio è che col computer si può convertire l’alfabeto latino in quello a puntini che vengono punzonati su fogli di carta mediante una stampante speciale. Inoltre esiste anche una barra braille, un dispositivo elettromeccanico che si interfaccia direttamente col computer (i puntini escono fuori come piccoli pistoncini, designando le lettere a chi le sa leggere tattilmente). La Giornata nazionale del Braille è una ricorrenza atta a sensibilizzare “l’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti” (legge 3 agosto 2007). La data del 21 febbraio è stata scelta perché coincide con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco. “Il braille è un sistema che aiuta più di trenta milioni di ciechi nel mondo – ha affermato l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus e della Stamperia Regionale Braille –: è diventato la ‘vista’ dei non vedenti. Così come i vedenti usano la penna per scrivere, gli occhi per leggere qualsiasi libro e giornale, noi abbiamo il braille”. Il problema della cecità impedisce ai non vedenti di svolgere tante attività che spesso vengono date per scontate. Tuttavia oggi i ciechi possono più che in passato – se in possesso degli strumenti giusti –esprimersi in tante discipline, nello studio, nell’arte e diventare, dei professionisti alla stessa stregua dei vedenti. Infine va ricordato che nel mondo la cecità è prevenibile in otto casi su dieci. In molti casi (soprattutto quando si parla di cataratta ) si tratta di cecità reversibile, mentre col glaucoma e le malattie degenerative retiniche non è così. Tuttavia una diagnosi tempestiva ed eventuali trattamenti spesso possono fare molto.

Fonti di riferimento: Istituto Rittmeyer , Uici Catanzaro ( Infooggi )

Pagina pubblicata il 23 febbraio 2015

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