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Quando la celebrazione fa novanta

Sala della Lupa (presso la Camera dei Deputati)Quando la celebrazione fa novanta Presso la Camera dei Deputati si è festeggiato uno storico anniversario dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti 29 settembre 2010 - Ha novant’anni ma non li dimostra. L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UICI) ha celebrato oggi – nella cornice storica della Sala della Lupa (Camera dei Deputati) ­– il suo novantesimo ‘compleanno’ all’insegna della battaglia contro l’esclusione sociale dei disabili visivi e per la solidarietà. Tra i partecipanti il Presidente dell’UICI Tommaso Daniele, il Prof. Luigi D’Alonzo dell’Università Cattolica di Milano e l’On. Enzo Bianco. L’incontro è stato moderato da Carmen Lasorella, che in apertura ha letto un messaggio del Presidente della Camera Gianfranco Fini. “Il concetto di Stato sociale e la solidarietà – ha affermato il Presidente dell’Unione Daniele – sembrano cose di altri tempi”; Daniele ha quindi invitato i disabili visivi a innalzare la “bandiera della resistenza” per una società più giusta. Se da un lato si è compiaciuto per i risultati raggiunti (“finalmente possiamo andare a testa alta dentro la società”), dall’altro ha denunciato le “montagne del pregiudizio” e “l’incubo dell’esclusione sociale”; pur avendo l’obbligo dell’ottimismo bisogna ammettere che “questo tempo grigio, senza ideali, è prigioniero della logica del profitto”. Contro questo virus occorre, dunque, costruire un mondo a dimensione umana.Da sinistra il Presidente UICI Tommaso Daniele e l'avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus Dal canto suo l’On. Bianco – promotore della legge con cui si è istituzionalizzata la Giornata Nazionale del Cieco – ha fatto presente che troppo spesso gli egoismi diventano ideologia e che i tagli economici rischiano di colpire anche i disabili visivi i quali, però, hanno ad esempio diritto all’accompagnatore. Il Prof. D’Alonzo, che insegna Pedagogia all’Università Cattolica di Milano, si è prodigato in un lungo discorso in cui ha elogiato l’UICI. Se da un lato esiste in Italia “una normalità delle persone con disabilità sensoriale” e dell’integrazione, dall’altra non si può nascondere che “viviamo in un mondo complesso” fatto di problemi e in cui conta troppo la fortuna, ma anche di straordinarie opportunità offerte, ad esempio, dalle nuove tecnologie. Inoltre, non ha mancato di sottolineare l’importanza della prevenzione della cecità. Tra gli intervenuti segnaliamo anche il delegato del Sindaco di Roma, del Sottosegretario per l’economia Giuseppe Vegas e dell’economista Andrea Monorchio. L’evento si è concluso con diverse testimonianze di non vedenti ‘vincenti’ del mondo dello sport, della scienza e della cultura. “Novant’anni sono molti, ma sono pienissimi e ricchissimi di storia sociale – ha commentato dopo il convegno l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus –, fatta di immensi sacrifici, grandi soddisfazioni, grandi conquiste culturali e sociali. L’unità dei ciechi italiani è stata concepita e voluta dal cieco di guerra Aurelio Nicolodi (fondatore dell’UICI nel 1920), il quale capì che i ciechi potevano aiutare i ciechi stessi. Questo fu il principio vincente di questa sua illuminata intuizione. Da quel momento ­– ha concluso l’avv. Castronovo – nacque il diritto allo studio, al lavoro, alla sicurezza sociale, mentre prima i ciechi non potevano neanche firmare gli atti pubblici”.

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