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Proteggere gli occhi dal cheratocono

Occhio colpito da cheratoconoProteggere gli occhi dal cheratocono Si è tenuto presso il Policlinico A. Gemelli un convegno su una malattia della superficie oculare che può essere trattata con nuove tecniche 22 settembre 2014 - Col cheratocono bisogna giocare d’anticipo. Si tratta, infatti, di una malattia che colpisce la superficie oculare (cornea), deformandola, causando aberrazioni visive (come se guardasse attraverso un vetro deformante). Per evitare l’ipovisione e il trapianto di cornea si può ricorrere a una tecnica che consente di rinforzare la superficie dell’occhio (chiamata cross-linking). Se n’è parlato sabato 20 settembre presso il Policlinico A. Gemelli di Roma, andando ad analizzare le nuove prospettive terapeutiche del trattamento del cheratocono. La migliore forma di cura è la prevenzione della deformazione della superficie dell’occhio (che assume l’aspetto di un cono ovvero di una protuberanza). Clinicamente il cheratocono si presenta con un astigmatismo che tende gradualmente ad aumentare fino a non esser più correggibile con occhiali e lenti a contatto. Tra l’altro si può realizzare una “mappa geografica” corneale per poterla “riparare” in modo mirato grazie al calore, sfruttando la riboflavina ossia la vitamina B2 che viene fissata mediante i raggi ultravioletti negli strati corneali, rinforzando così la superficie oculare. Se fino ad oggi si mirava esclusivamente a fermare la progressione della malattia, in futuro al Gemelli sarà probabilmente avviata una sperimentazione che potrà consentire di migliorare la vista dei malati. “II cheratocono – spiega Aldo Caporossi, direttore della Clinica Oculistica del Policlinico Gemelli e uno dei pionieri del cross-linking corneale – è una distrofia ereditaria della cornea caratterizzata da un progressivo assottigliamento e incurvamento della stessa [cornea]. Tale patologia corneale si manifesta tipicamente in età adolescenziale e giovanile, anche se è frequente l’osservazione di casi a esordio in età pediatrica”. Il cheratocono è una malattia rara, con valori di prevalenza riportati che oscillano tra i 10 e i 600 casi su centomila persone, con una prevalenza media di 54,5 su centomila. La sua incidenza è di circa un caso ogni 2000 persone l’anno, sebbene oggi si possa diagnosticare più frequentemente (fino a un caso ogni 600 soggetti sani) grazie alla topografia e alla pachimetria corneale. Nei Paesi industrializzati il cheratocono è la prima causa di trapianto di cornea nei giovani. Dunque bisogna strizzare l’occhio… alla prevenzione!

Fonte di riferimento: Policlinico A. Gemelli

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