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Problemi oculari spaziali

Stazione Spaziale Internazionale (Foto: NASA)Problemi oculari spaziali Secondo una ricerca della NASA la permanenza in orbita può danneggiare la vista 22 settembre 2011 - Le occhiate degli astronauti potrebbero non essere più le stesse. Infatti in uno studio internazionale voluto dalla NASA, pubblicato sulla rivista Ophthalmology, si sostiene che i viaggi spaziali hanno effetti negativi sulla vista. La cosiddetta ‘assenza di gravità’, infatti, altera anche i normali meccanismi fisiologici del bulbo oculare. Nella ricerca si sono studiati sette astronauti che sono rimasti a lungo nello spazio e altri 300 che hanno fatto viaggi spaziali più brevi. Il problema più serio – riscontrato in cinque astronauti con una permanenza superiore ai sei mesi nello spazio – è un edema del disco ottico ossia un rigonfiamento della testa del nervo ottico (che si innesta nella retina): di conseguenza si è avuta una riduzione significativa delle capacità visive che, tuttavia, si possono recuperare dopo opportuna terapia farmacologica. Però temporaneamente la visione da vicino è diminuita in sei astronauti su sette. I ricercatori ipotizzano che le alterazioni oculari possano essere il prodotto dell’azione del liquido encefalico (contenuto nel cervello) che, probabilmente a causa di un aumento del suo volume dovuto alla microgravità, causerebbe a sua volta un rigonfiamento del nervo ottico.

Fonte originale: Ophthalmology


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