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Più umanità e meno liste d’attesa

Più umanità e meno liste d’attesa
Presentato ieri a Roma il XII Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato

7 maggio 2009 - Liste d’attesa ridotte e un migliore rapporto umano con i medici: è quanto chiedono a gran voce gli oltre 25.000 cittadini che nel 2008 si sono rivolti a Cittadinanzattiva. Un movimento di associazione civica nato nel 1978 che ieri ha presentato a Roma il XII Rapporto PIT Salute, dal quale emerge un panorama della sanità italiana piuttosto sconfortante. Dagli errori medici ai ritardi nella procedura di riconoscimento dell’invalidità civile, passando per i tempi eccessivi riscontrati per alcune prestazioni sanitarie fino alla sensazione di essere abbandonati a se stessi, in bal“a della propria malattia.

Sono questi alcuni degli argomenti nodali di un documento di oltre 200 pagine che fornisce numeri e aspetti critici significativi, facendosi vessillo di un disagio che serpeggia (e talvolta esplode) tra i pazienti che si rivolgono al Servizio sanitario nazionale. Il quale sarà anche secondo l’Oms il secondo al mondo dopo quello francese (in rapporto alla spesa), ma in quanto a livello di umanità e al rispetto dei tempi ha ancora molto da imparare.

Quello che emerge con forza è che i cittadini si sentono troppo spesso presi poco in considerazione, ascoltati con disattenzione o trattati con mancanza di rispetto, con l’effetto di vedersi abbandonati e lasciati a loro stessi. Ai primi posti gli italiani segnalano - sempre secondo Cittadinanzattiva -, come "carenza di umanizzazione", i pediatri (31,87%), a cui seguono i camici bianchi di medicina generale (25,4%) e la riabilitazione ambulatoriale (21%). Seguono l’assistenza residenziale (20%), le strutture riabilitative (18%) e i ricoveri (10%). L’esigenza di una maggiore educazione e di una crescita d’interesse nei confronti dei pazienti è sentita da 10 regioni sulle 19 che hanno partecipato alla stesura del Rapporto.

Malpractice (18%). In quasi un caso su cinque le segnalazioni giunte riguardano presunti errori medici ooperazione chirurgica diagnostici, confermandosi come il principale problema segnalato dai cittadini. Tra le tipologie di sospetti errori figurano in primis gli interventi (53%) e le diagnosi errate (26%). Sette le aree specialistiche maggiormente colpite da presunti errori medici: ortopedia (17,5%), oncologia (13,9%), ginecologia e ostetricia (7,7%), chirurgia generale e oculistica (entrambi al 5,4%), odontoiatria (5,2%), emergenza e pronto soccorso ( 2,8%) e, infine, altre aree specialistiche (42,1%).
Invalidità civile (9,9%). Risulta essere uno degli aspetti con il maggiore tasso di crescita rispetto al 2007 (+1,7%) . I cittadini che denunciano problemi e ritardi nella procedura di riconoscimento(40%) sono, in particolare, malati oncologici (40%), a cui seguono coloro che sono affetti da una patologia cronica e degenerativa (anziani, disabili e malati rari). Il forte senso di smarrimento, dovuto alla carenza di punti di riferimento, è il vissuto dei cittadini alle prese con le procedure amministrative di invalidità, che raccoglie il 41,7% del totale dei problemi non vedente con accompagnatoresegnalati (mancanza di informazioni, disservizi amministrativi, difficoltà di accesso alla documentazione). Inoltre il 20% segnala problemi inerenti alla procedura di rivedibilità , stabilita dalla legge 80/06, sull’esenzione dalle visite di controllo per malati cronici stabilizzati e sui tempi delle visite medico-legali per malati oncologici.
Liste di attesa (6,7%). Circa il 74% delle Regioni individuano, tra le principali criticità, la difficoltà di accesso alle prestazioni a causa delle lunghe liste d’attesa. In particolare, questo problema è percepito in molte regioni meridionali (Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata). Seguono le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo per il Centro e - per il Nord - la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
“Questi aspetti saranno sicuramente veri - commenta Silvia, medico oculista -, ma bisogna anche considerare che il problema dei tagli e della carenza di personale si fa sentire: i medici hanno sempre meno tempo di ascoltare i pazienti. Evidentemente, al di là di eventuali carenze individuali, ci sono problemi organizzativi e gestionali a livello del Sistema sanitario nazionale. Fare meno assunzioni significa offrire un servizio meno soddisfacente per il paziente”.

Fonte: Cittadinanzattiva
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