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Più disabili ma più invisibili

Disabili... invisibili Sono 4,1 milioni solo in Italia. Per 9 italiani su 10 i disabili sono accettati solo a parole o sono emarginati 21 ottobre 2010 - La disabilità suscita sentimenti contrastanti negli italiani, che vanno dal timore alla solidarietà, passando per il disagio. Secondo il Censis sono 4,1 milioni le persone disabili che vivono in Italia, pari al 6,7% della popolazione. È quanto emerge da una ricerca sulla percezione sociale delle disabilità della Fondazione Cesare Serono (progetto pluriennale intitolato Centralità della persona e della famiglia nei sistemi sanitari: realtà o obiettivo da raggiungere? ). Le persone disabili suscitano in gran parte degli italiani sentimenti positivi, come la solidarietà (nel 91,3% dei casi), l’ammirazione per la loro forza di volontà e la determinazione che comunicano (85,9%) o il desiderio di rendersi utili (82,7%). La metà degli italiani (50,8%) afferma di provare tranquillità, di fronte a una situazione ritenuta «normale»; ma sono diffusi anche imbarazzo e disagio. Il 54,6% degli italiani prova paura, per l’eventualità di potersi trovare un giorno a dover sperimentare la disabilità in prima persona o nella propria famiglia. Poi c’è il timore di poter involontariamente offendere o ferire la persona disabile con parole e comportamenti inopportuni (34,6%). Il 14,2% degli italiani afferma, invece, di provare indifferenza. La maggioranza del campione (1500 intervistati) ha un’immagine della disabilità esclusivamente in termini di limitazione del movimento (62,9%), il 15,9% pensa a una disabilità intellettiva (il ritardo mentale o la demenza), il 2,9% a una disabilità sensoriale (sordità o cecità), mentre il 18,4% associa il concetto a un deficit plurimo (combinazione di due o più disabilità). Con sentimenti che oscillano tra la partecipazione umana e la paura, costruire una relazione con le persone disabili è difficile. Le disabilità sono un tema ancora troppo poco presente nell’agenda istituzionale, mentre gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate troppo sole nella cura.

Fonte principale: Fondazione C. Serono-Censis

Ultima modifica: 28 ottobre 2010.


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