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Per un Sistema sanitario più sostenibile

Per un Sistema sanitario più sostenibile Secondo un sondaggio bisogna puntare al contenimento della spesa farmaceutica e alla prevenzione, all’uso intelligente delle strutture sanitarie e alla segnalazione delle inefficienze Il Sistema sanitario italiano, pur essendo considerato uno dei migliori al mondo nella classifica internazionale (anche se spesso non viene percepito come tale dai cittadini), è ovviamente migliorabile. Tanto più che esiste il problema dell’invecchiamento demografico e, dunque, della sostenibilità delle cure di più malati cronici e persone colpite da patologie degenerative. Una delle “leve” principali che si possono utilizzare per ridurre la spesa pubblica nel settore sanitario è un maggiore utilizzo dei farmaci equivalenti ossia quelli contenenti gli stessi principio attivi ma più economici. Naturalmente anche la prevenzione contribuisce alla riduzione della spesa così come una migliore organizzazione degli ospedali. Questi sono alcuni degli aspetti considerati in un sondaggio della Doxa condotto recentemente su un campione di 600 persone non anziane (18-64 anni). Più nel dettaglio, la ripartizione dei “rimedi” considerati validi dagli italiani per contribuire alla sostenibilità del Sistema sanitario italiano in riferimento alle azioni possibili del cittadino sono le seguenti: 1) utilizzare in modo più intelligente le strutture sanitarie (35% degli intervistati); 2) contenere gli sprechi di farmaci (28%); 3) avere più etica (19%); 4) praticare più prevenzione (9%); 5) segnalare maggiormente le inefficienze (9%). Occorre “prediligere comportamenti preventivi più che la cura” e “ritagliarsi il tempo necessario per rivolgersi al medico e agli specialisti di riferimento”. La prevenzione sale al 13% (a pari merito con l’informatizzazione) se si chiede ai cittadini quali comportamenti virtuosi vadano adottati dallo Stato, dai medici, dai farmacisti, ecc. Il controllo delle inefficienze raddoppia d’importanza (col 18%), mentre la razionalizzazione delle strutture assistenziali si attesta al 25%; dal secondo al primo posto passa, invece, il contenimento degli sprechi dei farmaci (31%). Per quest’ultima voce gli intervistati sostengono le ditte che li producono dovrebbero introdurre confezioni più piccole, mentre lo Stato dovrebbe promuovere la diffusione dei farmaci equivalenti e aumentare il numero di confezioni prescrivibili in un’unica occasione per malati cronici. Non mancano, inoltre, i consigli per medici e farmacisti, che dovrebbero spiegare meglio il corretto impiego dei farmaci. Ovviamente non dovrebbero essere venduti medicinali senza prescrizione. Insomma, il tutto è riassumibile in quattro parole: più risparmio, più etica, più efficienza e maggiore prevenzione.

Fonti di riferimento: Aboutpharma e Doxa Pagina pubblicata l’1 dicembre 2014.

Ultima modifica: 9 dicembre

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