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Occhio secco, più rischi d’estate

Al computer importanti le pause. Le lenti a contatto aumentano il rischio se usate troppo a lungo, ma si possono usare le lacrime artificiali

Rischio occhio secco in aumento d’estate a causa delle alte temperature e dell’impiego dell’aria condizionata. Quest’ultima, secondo il Ministero della Salute, deve essere mantenuta tra i 24 e i 26 gradi.

La naturale lubrificazione della superficie oculare può non essere sufficiente: per migliorare la sua salute potrebbero servire delle lacrime artificiali (ossia i sostituti lacrimali). Si tratta, tra l’altro, di un facile rimedio sia per chi trascorre molto tempo di fronte agli schermi sia per chi passa del tempo in luoghi assolati e ventosi.

In uno studio retrospettivo pubblicato su The Ocular Surface si legge:

A livello clinico la sindrome dell’occhio secco è caratterizzata dalla perdita del volume delle lacrime, da un tempo di rottura inferiore del film lacrimale e da una maggiore evaporazione delle lacrime dalla superficie oculare. Il film lacrimale è composto da molte sostanze, tra cui lipidi, proteine, mucine ed elettroliti. Tutte queste sostanze contribuiscono alla sua integrità ma la loro esatta interazione è ancora oggetto di ricerca. [1]

In alcuni casi si potrebbe essere verificata una disfunzione delle ghiandole di Meibomio, ma questo lo potrà stabilire solo un oculista. Ci sono invece una serie di fattori che aumentano la possibilità di soffrire di occhio secco, tra cui:

A questi possiamo aggiungere, come maggiore fattore di rischio, l’età avanzata. Tuttavia anche chi soffre di patologie quali allergie o disfunzioni lacrimali tende ad accusare la sindrome dell’occhio secco. Infine può persino essere correlata a malattie autoimmuni quali l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia o la sindrome di Sjögren.

Fonte: The Ocular Surface (Pubmed)

[1Willcox MDP et al., "TFOS DEWS II Tear Film Report", Ocul Surf. 2017 Jul;15(3):366-403. doi: 10.1016/j.jtos.2017.03.006, Epub 2017 Jul 20, Review

[2secondo lo studio pubblicato su The Ocular Surface tale rischio aumenta all’incirca dalle due alle tre volte rispetto a coloro che portano occhiali. Si veda Willcox MDP et al., cit., p. 389

[3si consigliano quindi frequenti pause, ammiccamento più frequente e consapevole, utilizzo dell’umidificatore in abbinamento al condizionatore.


Pagina pubblicata il 2 agosto 2017.


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