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Occhio bionico... in vista

Occhio bionico… in vista In Australia si mira a ridare la vista per via elettronica a chi l’ha persa a causa della retinite pigmentosa e dell’AMDProtesi retinica elettronica (Foto: www.artificialretina.energy.gov) 1 aprile 2010 - L’ occhio bionico va tenuto… d’occhio: in Australia, così come in altri Paesi (tra cui Inghilterra, Usa e Germania), prosegue la sperimentazione su un dispositivo ipertecnologico che potrebbe consentire, almeno in alcuni casi, di ridare la vista. Anche se la visione è per ora ancora in bianco e nero e a una risoluzione molto bassa, le persone che hanno perso le capacità visive a causa della retinite pigmentosa e della degenerazione maculare legata all’età ( AMD ) potrebbero un giorno rivedere le forme. Anche se attualmente si tratta ancora di esperimenti limitati, la retina elettronica sembra infatti avere prospettive promettenti su chi non ha il nervo ottico danneggiato e conservi un minimo di vitalità della retina. Il prototipo australiano dell’occhio bionico, sviluppato principalmente da ricercatori dell’Università di New South Wales,Cliniche e ospedali nel mondo dove si impianta la retina elettronica (Argus II). Oltre a questi, attualmente anche l'Australia sta sperimentando l'occhio bionico è stato presentato il 30 marzo all’Università di Melbourne. Il dispositivo testato consta di una telecamera in miniatura montata su occhiali che catturano l’input visivo, trasformandolo in segnali elettrici che stimolano direttamente i neuroni sopravvissuti della retina. L’impianto consentirà ai pazienti di percepire dei punti luminosi nel campo visivo, che il cervello potrà poi ricomporre in un’immagine. Le ricerche sull’occhio bionico necessitano di équipe interdisciplinari: in Australia sono composte da medici oculisti, chirurghi della retina, neuroscienziati, biomedici ed ingegneri. I ricercatori sono entusiasti: “Anticipiamo – ha annunciato il Prof. Anthony Burkitt, professore di ingegneria all’Università di Melbourne – che quest’impianto retinico consentirà agli utilizzatori una maggiore mobilità e indipendenza e le sue versioni future permetteranno, in fin dei conti, di riconoscere le facce e di leggere i caratteri ingranditi”.

Leggi anche: “Australia, si punta all’occhio bionico“. Solo laddove la vista si sia perduta completamente e non si possa procedere più ad alcun trattamento farmacologico. Direttore scientifico di Bionic Vision Australia.

Fonte: Università di Melbourne (Australia)


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