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Nuove frontiere

Occhiali intelligenti

Possono essere utili agli ipovedenti gravi: speciali lenti-display aiutano a riconoscere le immagini che si trovano di fronte

Cosa sono?

Prototipo degli occhiali intelligentiI cosiddetti “occhiali intelligenti” consentono di vedere le immagini innanzi a sé in modo ravvicinato, consentendo di evitare eventuali ostacoli; le sagome vengono infatti captate in soggettiva e visualizzate in tempo reale su speciali lenti-display, dove si può eseguire anche uno zoom.

A chi possono servire?

Agli ipovedenti gravi, ad esempio a chi è affetto da malattie degenerative allo stadio avanzato, quali glaucoma, retinite pigmentosa o retinopatia diabetica.

Permettono un’autonomia totale?

No, non la consentono. Però alcuni modelli possono essere d’aiuto nel riconoscimento delle figure e persino nell’orientamento, potendo migliorare la mobilità.

Come funzionano?

Funzionano grazie a una videocamera/e inserita/e nella montatura di speciali occhiali. Visualizzazione soggettiva del prototipo di occhiali intelligenti messo a punto dall'Università di OxfordIl dispositivo di captazione invia le immagini a un computer tascabile, che le traduce in immagini interpretabili dagli ipovedenti. Infatti queste ultime sono ad alto contrasto e più luminose: nel prototipo oxoniense consistono in sagome evidenziate, ad esempio, con linee bianche su sfondo nero (immagini “cartonizzate” come quelle dei cartoni animati in bianco e nero).

Chi l’ha inventati?

Il prof. Stephen Hicks, che insegna presso il Dipartimento di neuroscienze Dispositivo messo a punto dall'Università di Oxford (prototipo)dell’Università di Oxford (Regno Unito), il quale sta proseguendo le sue ricerche. Nati inizialmente come mero esperimento accademico con finalità filantropiche (sviluppare tecnologie che migliorano la vita dei disabili visivi), oggi hanno anche un risvolto economico (essendo stata fondata OxSight, spin-off dell’Università di Oxford). Altri gruppi di ricerca stanno perfezionando anche prototipi che possono essere più utili agli ipovedenti per una visione statica.

Fonti: Oxford University , Bbc, OxSight


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 19 giugno 2014. Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2018.

Ultima revisione scientifica: 19 giugno 2014.

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