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Nuovi progressi nella lotta contro la malaria

Nuovi progressi nella lotta contro la malaria Secondo l’Oms in diversi Paesi africani l’incidenza si è ridotta di oltre il 50%. La retinopatia malarica è una delle possibili complicazioni 22 dicembre 2010 - Si è ridotta di oltre il 50% l’incidenza della malaria in 11 Paesi africani e in una zona dello stesso continente. Lo assicura l’Oms, che sta conducendo una ‘guerra globale’ contro una zanzara che vive in 106 Paesi, di cui unaAfrica quarantina africani. I miglioramenti significativi delle cure e della prevenzione della febbre malarica – che provoca brividi e irrigidimento muscolare – sono evidenziati dal Rapporto mondiale sulla malaria 2010 appena pubblicato dall’Agenzia Onu per la salute. Si è ridotto il numero delle vittime causate dalla malattia: si è passati da quasi un milione nel 2000 a 863mila nel 2008 e 781mila lo scorso anno, nella maggioranza dei casi concentrati in Africa, ma anche in Sud America e nell’Asia meridionale. La riduzione dei decessi si è osservata in tutte le Regioni dell’Oms, ma il miglior progresso in termini assoluti si è registrato proprio nel continente africano. Il programma dell’Oms, che mira a debellare la malaria nel mondo, si basa sull’impiego degli insetticidi, sulla distribuzione gratuita di reti alle finestre ma anche su farmaci antimalarici (come l’artemisina). Per prevenire la malattia, però, il più delle volte – se si viaggia in zone a rischio – viene prescritta l’assunzione di chinino. “Quasi 289 milioni di reti trattate con insetticida (ITNs) – ha scritto la direttrice generale dell’Oms, Margaret Chan – saranno state consegnate all’Africa subsahariana tra il 2008 e il 2010, sufficienti a proteggere 578 milioni di persone”. In questo modo si riuscirà a proteggere in misura del 76% le 765 milioni di persone che sono a rischio di contrarre la malattia causata dalla puntura di una zanzara. Margaret Chan, Direttrice generale OMS Se da un lato secondo Chan si sono registrati progressi significativi nello lotta alla malaria, dall’altro essi sono fragili: non solo l’ampiezza della minaccia richiede una risposta globale, ma è necessaria una vigilanza da parte dei singoli Stati ed è sempre in agguato la resistenza ai farmaci. La patologia può colpire diversi organi, tra cui il cervello. In questo caso si possono avere complicazioni anche a livello oculare (retinopatia malarica). Ciò avviene nella maggior parte dei bambini con malaria cerebrale, come ha dimostrato uno studio pubblicato lo scorso anno: si riduce l’apporto sanguigno a livello della retina, causando una carenza locale di ossigeno, con conseguente morte dei fotorecettori. All’esame oculistico si notano uno sbiancamento della retina e anomalie nei vasi sanguigni. La retinopatia malarica ha valore diagnostico: nei pazienti colpiti da malaria cerebrale la sua presenza e gravità predice la durata del coma e la mortalità. Algeria, Botswana, Capo Verde, Eritrea, Madagascar, Namibia, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Sudafrica, Swaziland, Zambia e Zanzibar, Repubblica Unita di Tanzania.

Fonti: Oms, J. Infect Dis 2009 (199: 263-71)


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