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Vasi sanguigni retinici (Fonte Lund University)Stop all’angiogenesi per salvare la vista
La proteina Slit2 è importante nello sviluppo dei vasi retinici dannosi: uno studio franco-americano fa luce sul fenomeno

22 aprile 2015 - Prevenendo la formazione di nuovi vasi retinici anomali si può proteggere la vista. Un’équipe di ricercatori dell’Inserm (Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica), in collaborazione con l’università di Yale (Usa), è riuscita a rallentare o a bloccare l’angiogenesi impropria inibendo la produzione di una proteina chiamata Slit2.
“Le malattie oculari vasoproliferative – scrive l’Inserm – sono la principale causa di cecità dei Paesi industrializzati. La degenerazione maculare legata all’età (AMD), la retinopatia diabetica e la retinopatia del prematuro (nei neonati) sono caratterizzati da un coinvolgimento progressivo della retina”. “Il danno – spiega la nota ufficiale – è causato da una crescita anormale dei vasi della retina. Questi vasi indeboliti consentono la fuoriuscita di siero, che causa dei rigonfiamenti e dei sollevamenti retinici, così come da perdite di sangue, portando a emorragie retiniche”.Rete vascolare retinica di un topo di una settimana (Foto ©Alain_Chédotal-Inserm-France)
In questo processo entrano in ballo diverse proteine, che consentono uno sviluppo dei vasi retinici normale oppure di vasi anomali e nocivi. Per questo processo è particolarmente importante il fattore di crescita endoteliale (ossia il VEGF).
“La Slit2 – scrive ancora l’Istituto di ricerca francese – è una proteina già nota per il suo ruolo nello sviluppo e nelle connessioni neurali. Agendo sui recettori Robo1 e Robo2, è coinvolta anche nella crescita di molti organi e in certi tipi di cancro. I ricercatori hanno perciò formulato l’ipotesi che questo fattore potesse avere un ruolo nella vascolarizzazione anomala osservata nelle malattie oculari vasoproliferative”.
Dunque, per verificare quest’ipotesi gli scienziati hanno inibito la produzione di Slit2 in un modello animale (topi di laboratorio). “Hanno osservato – conclude l’Inserm – che la ramificazione e la crescita dei vasi sanguigni retinici era drasticamente ridotta, senza alcuna variazione dell’apporto sanguigno dei vasi preesistenti. Sorprendentemente hanno scoperto che, senza questa proteina, anche l’azione del VEGF veniva parzialmente ridotta”.
Fermo restando che occorreranno nuovi studi in questa direzione, la ricerca potrebbe fornire un ulteriore contributo allo sviluppo di trattamenti efficaci contro le degenerazioni retiniche.

Fonti:
Inserm (Francia), Nature Medicine


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