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Sedentarietà nemica della salute
Al Congresso Nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana: l’esercizio fisico è una terapia. L’Italia è tra le nazioni più pigre del mondo: conta oltre 24 milioni di persone inattive fisicamente

23 ottobre 2014 - La sedentarietà può indebolire la nostra salute (e, in particolare, la nostra vista). In occasione del 34° Congresso Nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) iniziato oggi a Catania, che prosegue fino al 26 ottobre, si sottolinea che “l'esercizio fisico è la terapia di una patologia che si chiama sedentarietà”. La quale, a sua volta, è un fattore di rischio di molti problemi di salute.
Il Belpaese ai top per 'pigrizia sportiva'
Il nostro Paese rientra nella top delle 20 Nazioni più pigre al mondo. E' infatti diciassettesimo, con un indice di inattività del 54,7%. La media si ferma al 31,1%. A livello dell’Unione europea siamo quinti, superati soltanto da Malta, Cipro, Serbia e Regno Unito. Paradossalmente sono i ragazzi più giovani a praticare poco sport.
L'Istat ha censito, nel 2013, oltre 24 milioni di sedentari, pari a circa il 42% della popolazione italiana. Aumentare l’esercizio fisico regolare e moderato significa favorire la prevenzione delle malattie.
Tra l’altro “l'attività fisica, favorisce al contrario un effetto neuroprotettivo [ossia di protezione della cellule nervose], con risultati di apprendimento migliorati. Ecco perché – sottolinea la Federazione Medico Sportiva Italiana – rimane fortemente indicata pure nella terza età. Elemento fondamentale in una società sempre più anziana, che con tutta probabilità sarà sempre più gravata dall'aumento esponenziale di malattie croniche. Ma l'invecchiamento può avvenire in salute”.
Bisogna affidarsi ad esperti
Tuttavia, avverte il Censis, "più della metà di coloro che fanno attività sportiva improvvisa senza il parere di un esperto. Tra le persone sedentarie, che invece non fanno nessun tipo di attività sportiva, solo il 21% non ha nessuna voglia di muoversi, mentre il 47% si dice possibilista all'idea di vincere la pigrizia. Il dato più significativo è che il 30% dei sedentari comincerebbe a fare attività fisica se avesse i consigli giusti da un esperto. È quanto emerge dalla ricerca «Sport, medicina e società italiana» presentata dal Censis al Congresso Nazionale FMSI.
Giovani troppo inattivi fisicamente
Eppure sono i ragazzi più giovani ad essere più pigri degli adulti tra i 30 e i 50 anni. Gli over 30 iniziano a praticare sport come fattore di aggregazione o per seguire i consigli del medico. Il movimento fisico è da considerarsi, insieme alla corretta alimentazione, uno dei garanti del benessere individuale. “E – secondo la FMSI – andrebbe in qualche modo prescritto come terapia, al pari di un farmaco, nella giusta dose individuale”.
Regola numero uno: la prevenzione
"Il 49% degli italiani  – scrive il Censis  – ritiene che i fattori che favoriscono la buona salute siano legati allo stile di vita, mentre il 39% pensa che la buona salute dipenda dall'ambiente in cui si vive, il 28% da fattori ereditari e il 22% dai programmi pubblici di igiene e prevenzione. Il 60% degli italiani effettua almeno annualmente esami medici a scopo di prevenzione generale. E se potessero decidere come utilizzare i soldi pubblici in sanità, il 41% investirebbe in prevenzione e solo il 25% nella costruzione di nuovi ospedali".
La sedentarietà può essere considerata una patologia
“L’auspicio – conclude Maurizio Casasco, Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana – è che il Ministero della salute italiano, primo al mondo, attui un percorso che parte oggi dalla FMSI e riconosca la sedentarietà quale patologia nel Sistema Sanitario Nazionale”.
D’altronde, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’inattività fisica è la causa principale di circa il 27% dei casi di diabete (che può provocare retinopatia diabetica), del 21-25% dei tumori al seno e al colon e del 30% delle malattie al cuore associate a carenza di ossigeno (cardiopatie ischemiche).
A livello oculare alcuni studi scientifici attestano che l’esercizio fisico aiuta, tra l’altro, a prevenire una degenerazione retinica come l’AMD e l’invecchiamento del cristallino (la cataratta). Occhio, quindi, al movimento: la salute non ha età.

Fonti:
FMSI, Censis, OmsArchives of Ophthalmology, Ophthalmology
 
 
 


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