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Cieco africano accompagnato da un giovane (gruppo scultoreo di fronte all'Oms, Ginevra)L’oncocerchiasi tenuta d’occhio
È una malattia tropicale che può causare cecità: colpisce principalmente l’Africa centro-meridionale e si può diagnosticare o trattare efficacemente

11 novembre 2014 - La cosiddetta “cecità dei fiumi” (oncocerchiasi) colpisce quasi esclusivamente 31 Paesi africani. Si tratta di una malattia tropicale veicolata da un verme (nematode), che si sviluppa in seguito al morso di una mosca infetta. Per debellarla occorre, quindi, fare ricorso a reti alle finestre, spray insetticidi e, a livello farmacologico, ad antiparassitari. L’oncocerchiasi può provocare gravi danni oculari alla cornea e alla retina (a causa di un’infezione provocata dallo stesso nematode). Dopo il tracoma, è la seconda malattia contagiosa che, nel mondo, causa cecità prevenibile.
Fondamentale è, anche in questo caso, una diagnosi tempestiva. Ora esiste un test rapido che consente di capire facilmente se si è affetti da oncocerchiasi: basta prelevare una goccia di sangue pungendo il dito. In questo modo si possono rilevare anticorpi specifici (IgG4) che indicano la presenza del parassita. Questo test fornisce risultati nel giro di una ventina di minuti ed è apparentemente meno invasivo rispetto ad altre soluzioni.

A livello mondiale si stima che 18 milioni di persone siano infette dall’oncocerchiasi e che circa 120 milioni di persone siano ad essa esposte. La malattia colpisce generalmente povere comunità rurali che vivono vicino a corsi d’acqua. In passato intere famiglie fuggivano da casa per evitare il contagio. La prevalenza è di almeno il 20% in molti Paesi dell’Africa centro-meridionale. Vengono registrati casi anche nell’America centro-meridionale.

Fonti: Path, Who
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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