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Retina colpita da AMD (forma secca: è la più comune)Staminali contro l'AMD

A Londra si fa ricerca con le embrionali per combattere la forma degenerativa più comune della retina

 

20 aprile 2009 - “Scienziati britannici hanno sviluppato la prima terapia al mondo a base di cellule staminali per curare la causa più comune di cecità” nei Paesi di maggior benessere, ossia la degenerazione maculare legata all’età (AMD): la notizia è stata diffusa ieri dal Times on-line. Le staminali impiegate sono quelle embrionali (il cui uso è consentito in Inghilterra solo fino ai primi stadi successivi alla fecondazione, mentre è assolutamente vietato in Italia): hanno consentito di rigenerare parte della retina di malati che avevano perso la visione centrale dopo aver superato lo stadio in cui si verifica una distorsione delle immagini (le righe rette non appaiono più tali, ma diventano curve in prossimità della zona centrale del campo visivo).

 

I medici dell’Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra (UCL) e del Moorfields Eye Hospital affermano che l’intervento potrebbe diventare di routine entro sei o sette anni e richiederà un’ora scarsa di trattamento: si sostituiscono le cellule malate con staminali nuove, che fungono – per così dire – da pezzetti di ricambio. In primo luogo le staminali embrionali vengono fatte sviluppare sino a diventare cellule retiniche sane; dopodiché vengono collocate su una membrana artificiale che, a sua volta, viene inserita sotto alla retina.

 

Già nel 2007 il Moorfields Eye Hospital londinese aveva annunciato di avere avviato un progetto quinquennale per DNA rotantemettere a punto una terapia contro la forma secca dell’AMD (più comune e ad evoluzione più lenta): “Le staminali embrionali ottenute in laboratorio si trapiantano negli occhi dei pazienti”.

In linea di principio si potrebbe ricorrere anche alle cellule staminali riprogrammate, vale a dire a quelle prelevate da un tessuto del paziente stesso (come l’epidermide) e fatte 'ringiovanire' sino allo stadio di staminali grazie all’innesto temporaneo di quattro geni ‘attivatori’. In questo modo si eviterebbe il rigetto, dato che le staminali vengono ottenute dall’individuo in cui si trapiantano, evitando quindi che si manifesti un’‘ostilità’ nei confronti delle nuove cellule: se non si ricorre a farmaci che controllano il sistema immunitario (immunosoppressori) le embrionali staminali embrionalivengono distrutte dai globuli bianchi. Tuttavia, per ora questa strada non è stata percorsa dai ricercatori inglesi.

 

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’AMD è una malattia degenerativa della retina che ha già fatto perdere la vista al 41% dei ciechi che vivono in Occidente; ma attualmente è curabile solo la forma umida della patologia, che colpisce circa il 15% dei malati ed è ad evoluzione più rapida (si usano le cosiddette iniezioni intravitreali per bloccare la proliferazione incontrollata di vasi che danneggiano la retina). Per questo si sta percorrendo la strada delle staminali, anche se saranno necessari molti studi e nuove ricerche; ma le previsioni potrebbero anche essere troppo ottimistiche e – se la strada si confermerà valida – potrebbe occorrere lungo tempo prima che i malati di AMD possano beneficiare della terapia a base di staminali. Inoltre esistono una serie di rischi, primo tra tutti quello di sviluppare un tumore.

 

Fonti principali: Times on-line, Moorfields Eye Hospital.

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