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RETINITE PIGMENTOSA. Si tratta di malattie ereditarie caratterizzate da una degenerazione progressiva della retina, che provoca nel tempo la perdita della visione notturna e del campo visivo periferico. In molti casi vi è una perdita dell'acutezza visiva, che può condurre all'ipovisione e progredire fino alla cecità. Può insorgere dopo l'adolescenza e si manifesta con un progressivo restringimento del campo visivo. AMBLIOPIA. È una condizione in cui la funzione visiva di un occhio è ridotta o assente senza che ci siano stati dei danni oculari organici. Si tratta di una patologia che si sviluppa in età pediatrica. Consiste in un deficit dell’apparato visivo: il cervello “disattiva” i segnali che provengono da un occhio perché non riesce ad interpretare correttamente le informazioni che gli arrivano. STRABISMO. Si tratta di una condizione in cui gli assi visivi dei due occhi non sono allineati ("occhi storti"). Se il trattamento viene effettuato troppo tardi si verifica che un occhio non viene più utilizzato (ambliopia). Di regola più precocemente si tratta, migliore sarà il risultato visivo. La comparsa della strabismo in età adulta provoca, invece, una visione doppia, poiché il cervello è ormai abituato a ricevere immagini dai due occhi e non riesce a ignorare quelle provenienti dall’occhio deviato. EDEMA (CORNEALE e RETINICO). Consiste in un aumento della quantità di liquido all'interno della cornea oppure della retina, causando una riduzione dell'acuità visiva. Va curato innanzitutto intervenendo sulla malattia primaria che lo causa, ma sono previste varie terapie a seconda della zona colpita e della tipologia di èdema.
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La Vista - Malattie oculari:
DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL'ETA' (AMD) Cos’è? Quanto è diffusa? La degenerazione maculare legata all'età (detta anche degenerazione maculare senile ovvero AMD) è attualmente la prima causa di cecità o di ipovisione nei Paesi occidentali. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il 41% dei casi di cecità, anche solo parziale, ed ipovisione che si verificano negli Stati di maggior benessere è dovuto a questa patologia oculare. Secondo stime recenti in tutto il mondo colpisce circa 30 milioni di persone (in almeno un caso su dieci hanno già perso la vista). Si stima che, entro il 2020, circa 8 milioni di persone con oltre 65 anni nel mondo ne saranno affette e che, entro il 2030, mezzo milione di individui ogni anno potrà perdere la vista per questa causa. In Italia si calcola che siano affetti da AMD oltre 765.000 individui (altre stime indicano un milione di persone); ogni anno si verificano tra i 63mila e i 91mila casi. L’incidenza dell’AMD è rara prima dei 55 anni, ma la sua frequenza aumenta soprattutto dopo i 75 anni. La forma più grave della malattia, detta 'umida', si presenta all'incirca nel 15% dei casi. Quali sono i suoi sintomi? EZIOLOGIA CLASSIFICAZIONE Esistono due forme di degenerazione maculare legata all’età, entrambe associate ad alterazioni del microcircolo capillare, tipiche dell’età avanzata: la forma secca (o atrofica-vedi foto al lato) e quella umida (o essudativa-vedi foto in basso); queste andrebbero considerate come due patologie distinte, poiché la loro prognosi e terapia sono del tutto diverse.La forma secca o atrofica è caratterizzata da un assottigliamento progressivo della retina centrale, che risulta scarsamente nutrita dai capillari poco efficienti e si atrofizza, determinando la formazione di una cicatrice in sede maculare con un aspetto a ‘carta geografica’ (aureolare). L’altra forma di degenerazione maculare è detta umida o essudativa ed è complicata dalla formazione di vasi capillari anomali inglobati in membrane neovascolari dalla parete fragile. Questi vasi sono permeabili al plasma (la parte liquida del sangue) e possono dare origine, quindi, a distacchi sierosi dell’epitelio pigmentato retinico e, nei casi più avanzati, si possono rompere facilmente, provocando un’emorragia retinica. La presenza della membrana neovascolare è rilevata oftalmoscopicamente da un’area più o meno estesa di sollevamento retinico maculare, in cui si evidenzia la presenza di un’emorragia sottoretinica, che si forma a causa della fragilità delle pareti dei neovasi, costituite dal solo endotelio capillare. I ripetuti episodi emorragici e di riparazione tessutale sono responsabili della formazione di una cicatrice centrale più o meno esuberante. Entrambe le forme di degenerazione maculare si accompagnano alla presenza a livello maculare di drusen, ossia di corpi colloidi: si tratta di depositi di forma irregolarmente rotondeggiante, situati sotto la retina. Di esse ne distinguiamo due tipi: Hard drusen (meno gravi) e Soft drusen (più rischiose).DIAGNOSI Durante la visita specialistica l’oftalmologo esamina la parte centrale della retina (esame del fondo oculare) con uno strumento detto oftalmoscopio e delle lenti che consentono, dopo aver dilatato le pupille, di vedere la retina centrale. Oftalmoscopicamente appaiono come piccoli depositi di colore giallastro, situati al polo posteriore e spesso anche in periferia. In alcuni casi, per meglio inquadrare la situazione clinica, si eseguono degli esami diagnostici specifici quali l’angiografia con fluoresceina e/o l’angiografia al verde di indocianina, che sono esami fotografici e non radiologici che – attraverso l’iniezione in vena di sostanze differenti – consentono di riprendere delle immagini dettagliate della circolazione rispettivamente retinica e coroideale. Queste indagini consentono allo specialista di fare la diagnosi e di studiare la malattia oltre a essere guida preziosa a un eventuale trattamento. Un esame molto facile da eseguire ed utilissimo per monitorare nel tempo l’evoluzione della patologia è il reticolo di Amsler (vedi immagine), che consente di riconoscere distorsioni o zone cieche centrali. TERAPIA A seconda che si tratti di una forma secca o umida la terapia è differente. Nel caso delle forme secche si avvale di farmaci che hanno lo scopo di ritardare e rallentare la progressione della malattia. Si tratta di integratori vitaminici a base di sostanze antiossidanti, che combattono la formazione dei radicali liberi e l’ischemia del tessuto retinico maculare (riduzione o arresto dell’apporto di sangue alla retina). I principali sono la luteina – secondo recenti studi internazionali molto efficace in dosi di 10 mg al giorno –, le vitamine A ed E, i sali minerali (quali lo zinco il rame ed il selenio) e antiossidanti vegetali (quali la zeaxantina e l’astaxantina). Questi integratori alimentari vanno assunti quotidianamente a stomaco pieno, preferibilmente al mattino.La forma umida (essudativa) attualmente viene trattata con terapia fotodinamica, attuata mediante un tipo particolare di laser, previa iniezione endovenosa di una sostanza chiamata verteporfirina. Tuttavia può essere effettuata con successo solamente nelle forme subfoveali, cioè sotto la fovea (la regione centrale avascolare della macula) e iuxtafoveali (a 200-500 micron dalla fovea). Spesso sono necessarie ripetute sedute nel tempo e, purtroppo, talvolta la malattia può recidivare a distanza nei mesi. L’altra possibilità terapeutica nelle forme essudative è rappresentata dalle iniezioni intravitreali di farmaci anti VEGF. Si tratta di sostanze che agiscono inibendo la proliferazione di nuovi vasi della retina, causa Inoltre sono molto utili gli ausili per ipovedenti, disponibili oggi in molti centri ospedalieri, quali i videoingranditori; recentemente si stanno attuando con successo tecniche di stimolazione retinica dei fotorecettori sani, che circondano la macula, mediante il biofeedback. Il futuro della terapia sarà probabilmente negli studi di genetica; molto promettenti sono le cellule staminali, con cui negli anni a venire si potrà rigenerare la retina. È importante diagnosticare precocemente i primi sintomi della degenerazione maculare legata all’età, in modo da attuare le misure preventive più idonee. Tuttavia i pazienti devono comprendere che si tratta di una patologia degenerativa e che, come tale, può lentamente aggravarsi nel tempo; pertanto, talvolta tutte le terapie effettuate potrebbero non essere sufficienti e, quindi, è il caso di non avere aspettative eccessive. È stato così accertato che una corretta alimentazione può aiutare a rallentare e in certi casi prevenire lo sviluppo della DMLE. Gli agenti antiossidanti naturali (carotenoidi) presenti nei vegetali a foglia verde (spinaci, broccoli, cavoli, lattughe, ecc.) svolgono azione protettiva per l’occhio, in particolare proprio per la macula ove sono normalmente presenti. Un’alimentazione ricca di tali sostanze sarebbe di grande aiuto.Quando ci si trova di fronte ad un quadro iniziale ma progressivo di maculopatia è bene assumere tali sostanze, oltre che con la dieta, anche sottoforma di capsule (medicine/integratori). Inoltre l’eliminazione del fumo e controlli accurati del sistema cardiovascolare sono assolutamente raccomandabili, bisogna infatti valutare anche l’eventuale uso di farmaci vasoprotettori. Per leggere la Carta dei diritti del paziente colpito da maculopatia clicca qui. Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità IAPB Italia onlus.
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