INTRAVITREALI. Sono delle iniezioni praticate nel bulbo oculare per trattare diverse malattie della retina: dalla degenerazione della macula all'edema maculare.

TRAPIANTO DI CORNEA. Consiste nella sostituzione di una porzione della superficie oculare davanti all'iride divenuta opaca con un'altra prelevata da un donatore. Salva dalla cecità soprattutto se si è subito un taglio profondo della cornea, se questa è stata colpita da un'infezione o se si sono verificate causticazioni. Per eseguire l'operazione l'occhio deve essere 'in quiete': non deve essere più presente l'eventuale infiammazione o infezione.

VITRECTOMIA. Si tratta di una procedura chirurgica che consiste nell'asportazione del corpo vitreo e nella sua sostituzione con un mezzo analogo. Si effettua quando il corpo vitreo è diventato opaco a causa di emorragie, infiammazioni, trazioni retiniche, presenza di membrane o di corpi estranei.

ELETTROFISIOLOGIA OCULARE. È una disciplina diagnostica che intende studiare i fenomeni elettrici associati alla visione e all'attività cerebrale. Così è possibile individuare con precisione difetti della retina, del nervo ottico e del cervello. Consente anche di controllare lo sviluppo delle vie ottiche nei neonati prematuri.

2 di 3
La Vista - Esami diagnostici e interventi:
Visualizzazione pagina intera

 Fluorangiografia

 

 retinografo

Cosa è la fluorangiografia?

La fluorangiografia è un esame fondamentale per lo studio della circolazione della retina e coroide. Serve anche come guida per il trattamento delle patologie retiniche mediante laser argon. Infatti tale esame consente di mettere in evidenza aree non irrorate dal sangue (ischemiche) e lesioni provocate da nuovi vasi che si sviluppano a causa della carenza di ossigeno. In sostanza può fungere da mappa retinica: consente al medico di colpire con maggiore precisione le zone malate col raggio laser.

 

Come funziona?

Viene iniettato con una siringa un colorante in vena che, sciogliendosi nel sangue, consente di visualizzare eventuali anomalie della retina. La tipologia di tale colorante varia a seconda della patologia da studiare (può essere la fluoresceina o il verde di indocianina). Dopo la dilatazione delle pupille previa instillazione di collirio midriatico, ci si siede di fronte al retinografo; quindi viene iniettato il colorante e vengono scattate una serie di foto che saranno studiate dal medico per evidenziare eventuali anomalie. La Ricostruzione 3D dei vasi sanguigni della retina colpiti da un raggio luminoso (Immagine: Lund University)fluorescina verrà smaltita dal corpo tramite l’urina che, nelle ore successive, assumerà un colore diverso (giallastro fluorescente); il verde di indocianina, invece, viene smaltita attraverso il fegato.

 

Cosa bisogna fare prima dell’esame?

La fluorangiografia è un esame di routine molto diffuso, ma è invasivo; dovrà, quindi, essere valutata la funzionalità cardiaca e quella renale e, soprattutto, va accertato se si sia allergici al colorante. L’esame viene effettuato a digiuno, ma si consiglia di effettuare una colazione molto leggera, evitando latticini (latte, yogurt, formaggi) e frutta.

 

Per quali patologie viene richiesto?

La fluorangiografia trova applicazione in tutte le malattie della macula, comprese quelle che coinvolgono il nervo ottico e i vasi della retina (diabete, emorragie, trombosi, ecc.), patologie infiammatorie, infettive, tumorali, causate da farmaci, patologie traumatiche e retinopatia sierosa centrale. L’esame viene effettuato prima di iniziare il trattamento laser. Dopo l’introduzione della tomografia a coerenza ottica (OCT), la fluorangiografia è stata impiegata sempre meno per le patologie maculari. L’OCT e la fluorangiografia vanno, comunque, considerati esami complementari: l’uno non esclude l’altro perché, mediante il secondo esame, si mette in evidenza la dinamica del flusso sanguigno mentre col primo si analizza esclusivamente lo stato della macula e del nervo ottico attraverso una ricostruzione al computer degli strati retinici.fluorangiografia

 

Che effetti collaterali può avere la fluorangiografia?
Eventuali effetti collaterali sono legati all'uso del colorante che viene iniettato in vena. Potrebbero verificarsi problemi ai reni; ma per prevenirli può essere sufficiente ricorrere all'idratazione salina o al bicarbonato di sodio*. Inoltre, va evitato l'uso del colorante – che funge da mezzo di contrasto – in persone colpite da gravi problemi al fegato. In linea di massima, comunque, né il verde di indocianina né la fluorescina presentano effetti collaterali significativi (a meno che non si sia allergici a queste sostanze: in questo caso si possono verificare difficoltà respiratorie, battito cardiaco irregolare, convulsioni, perdita di coscienza). Infine, possono verificarsi raramente effetti collaterali minori quali nausea, tosse, starnuti, colorazione giallastra della pelle e malessere generale.

 


Leggi anche: Consenso informato sulla fluorangiografia

 


Nota:

* Am J Kidney Dis online 2009 (pubblicato il 6/4/2009)

*************************************************************************
Scheda informativa a cura dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus 
Per le condizioni generali di consultazione di questo sito clicca qui 
************************************************************************

 Pagina pubblicata il 10 aprile 2009. Ultima revisione scientifica: 4 agosto 2014 

 



Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità IAPB Italia onlus.
Il Numero Verde di consultazione oculistica è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.
Scrivi nel Forum: un medico oculista ti risponderà gratuitamente.