DIPLOPIA. Si verifica quando si è in presenza di strabismo: essendo deviati gli assi visivi, un oggetto stimola due punti della retina non corrispondenti nei due occhi e, quindi, si vede doppio. Si formano due immagini diverse perché nel cervello le informazioni provenienti dai due occhi non riescono a combinarsi in modo adeguato.

CALAZIO. Si  tratta di un’infiammazione delle ghiandole di Meibomio, che si trovano all’interno delle palpebre e contribuiscono, col loro secreto, alla formazione delle lacrime. Tra i sintomi: gonfiore delle palpebre, accompagnato da arrossamento, dolore, secrezione e infiammazione della congiuntiva. L’entità del disturbo dipende dal grado d’infiammazione e dal numero delle ghiandole coinvolte.

ORZAIOLO. È un’infiammazione comune e acuta di un follicolo ciliare e della relativa ghiandola. Tra i suoi sintomi: gonfiore e arrossamento delle palpebre, dolore. Sul bordo delle ciglia generalmente è presente del pus. È causato generalmente da un batterio, lo Staphylococcus aureus. Spesso per la cura si ricorre a pomate antibiotiche. 

BLEFARITE. Si tratta di un'infiammazione del bordo ciliare della palpebra: dà bruciore, sensazione localizzata di calore e prurito. Si manifesta con  arrossamento, rigonfiamento delle palpebre (il cui bordo diventa lucido), secrezioni sotto forma di squame  biancastre, intolleranza alla luce.

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La Vista - Difetti e disturbi:
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ABRASIONE CORNEALE

 
Cos’è l’abrasione corneale?Cornea sana. Se la superficie oculare subisce una abrasione ovviamente la visione ne risente se il danno si è verificato in corrispondenza della pupilla
Consiste nella lesione (tipo escoriazione) di una parte della cornea, con perdita del suo tessuto superficiale.
 
Quali sono le cause?
Le abrasioni più comuni sono quelle traumatiche causate da diversi fattori: corpi estranei, unghiate, rottura di lenti a contatto, foglie d’albero, esposizione senza protezione ai raggi ultravioletti (UVA), ecc. Possono essere interessati gli strati più superficiali della cornea o, nei casi più complicati, coinvolgere gli strati più profondi. Può essere necessario il ricorso al pronto soccorso oculistico.Abrasione corneale sovrapposta alla pupilla (Fonte: www.savesightsociety.org.nz)
 
Quali sono i segni e i sintomi?
Sensazione di corpo estraneo, dolore, fotofobia, arrossamento oculare e lacrimazione abbondante rappresentano i sintomi tipici dell’abrasione corneale. Se però colpisce la zona centrale della cornea ci sarà anche una riduzione della qualità visiva perché viene interessata la zona ottica corneale, che si trova in corrispondenza della pupilla.
 
Come si esegue la diagnosi?
Lo specialista, oltre ad osservare la superficie anteriore dell’occhio aiutandosi con un colorante specifico (fluoresceina) – con cui si evidenziano anche le più piccole abrasioni corneali –, aprirà e rovescerà la palpebra superiore per escludere la presenza di eventuali corpi estranei responsabili dell’abrasione. Se la lesione però coinvolge gli strati più profondi della cornea bisognerà praticare una radiografia per la ricerca di un eventuale corpo estraneo penetrato all’interno del bulbo oculare.
 
Si può prevenire?
Sì, in particolare con l’uso di occhiali protettivi sui luoghi di lavoro a rischio. Per i portatori di lenti a contatto è importante evitare di strofinarsi gli occhi con le dita o di applicare le lenti in maniera incauta (vedi uso corretto delle lenti a contatto).
 
Si può curare?
Sì e, se non è profonda, la lesione della cornea si può rimarginare nell’arco di 48 ore. La terapia varia a seconda dell’entità della lesione. Generalmente l’abrasione corneale viene curata con l’instillazione di una pomata antibiotica seguita da un bendaggio per almeno 2-3 giorni consecutivi; bisogna, infatti, dare il tempo al tessuto corneale di riformarsi.  Nei casi di forte dolore è consigliabile l’uso di antinfiammatori non steroidei per bocca. Per le abrasioni indotte da agenti penetranti bisogna eseguire interventi chirurgici specifici per ottenere una perfetta chiusura della ferita e ristabilire così l’integrità delle strutture anatomiche lese. Per le abrasioni causate da sostanze chimiche è importante lavare rapidamente l’occhio rimuovendo così l’agente ustionante.
 
Cosa è necessario fare se è entrata una scheggia nell’occhio?Scheggia penetrata nella cornea (Fonte: www.savesightsociety.org.nz)
Generalmente lo specialista rimuove la scheggia a livello ambulatoriale, tranne alcuni casi in cui è necessario un intervento chirurgico quando il corpo estraneo è penetrato in profondità. In quest’ultimo caso si possono determinare alterazioni delle strutture anatomiche oculari. Infatti, la velocità e la forma dell’agente colpente può causare un danneggiamento del cristallino – con conseguente cataratta traumatica – e della retina, con rotture o distacco di retina traumatico.
Fondamentale è la rimozione della scheggia: la persistenza di eventuali residui può creare ulteriori danni e la non completa guarigione della lesione. È necessario poi intraprendere una terapia antibiotica ad ampio spettro e usare un collirio per dilatare la pupilla insieme con un bendaggio volto a immobilizzare la palpebra dell’occhio interessato.

Se il danno è stato provocato da una rottura delle lenti a contatto o da un loro cattivo uso che bisogna fare?
Dopo l’intervento dell’oculista, che provvederà all’asportazione del frammento della lente a contatto, si attuerà una terapia antibiotica locale. Bisognerà attendere poi la completa riepitelizzazione corneale (ricostituzione degli strati della superficie oculare trasparente) per poterle indossare nuovamente. È opportuno astenersi dall’uso delle lenti a contatto per almeno due settimane dopo la cicatrizzazione della lesione.

Come bisogna comportarsi se l’abrasione è stata causata da un’eccessiva esposizione a raggi ultravioletti (UVA)?
L’abrasione avviene solo in casi gravi, come per mancato uso di maschera protettiva durante lavori di saldatura o di occhiali protettivi durante l’esposizione a lampade abbronzanti. La terapia da attuare è a base di pomata antibiotica locale seguita da bendaggio per almeno 2-3 giorni. In caso di lesione bilaterale (entrambi gli occhi) si benderà l’occhio più gravemente interessato. In caso di dolore si consiglia l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei per bocca dopo aver consultato un medico.
 
Vedi anche: cecità corneale

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Scheda a cura dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus.
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Pagina pubblicata l'1 settembre 2010. Ultima revisione scientifica: 1 aprile 2014

 


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