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Meno sale, più salute

Meno sale, più salute Per combattere l’ipertensione è importante seguire una dieta sana e povera di sodio 1 giugno 2010 - Meno sale nella dieta, più sale nella vita. Si potrebbe sintetizzare così il senso dell’appuntamento che si terrà a Roma il prossimo 14 giugno presso il Ministero della Salute. Dopo la Giornata mondiale contro l’ipertensione che si è celebrata lo scorso 17 maggio, si tornerà a parlare di alimentazione e salute. Mangiare troppo sale contribuisce a indurire le pareti dei vasi sanguigni e a far salire la pressione arteriosa che, tra l’altro, può causare retinopatia ipertensiva. Un consumo eccessivo di sodio può favorire, tra l’altro, obesità, ictus, infarti e insufficienza renale. L’Oms, inoltre, raccomanda di non consumare troppo sale che, in ogni caso, dovrebbe essere arricchito di iodio (sale iodato). Questa indicazione fa parte di un piano d’azione globale (2008-2013) che mira a prevenire e a controllare le malattie non trasmissibili attraverso la dieta (che deve essere ricca di frutta e verdura a foglia verde, noci e pesce), l’attività fisica (da praticare regolarmente) e l’attività sanitaria. Un gruppo internazionale di esperti dell’Oms e della Fao ha fissato sin dal 2003 come obiettivo quello di “abbassare i consumi medi di sodio sotto la soglia dei 2 g al giorno”, cioè meno di 5 grammi di sale al dì. Il problema è che un italiano adulto mediamente ne ingerisce circa il doppio, aumentando i rischi per la salute. Secondo l’Istat l’ipertensione colpisce il 15,8% degli italiani (9,5 milioni di persone) e nel mondo, secondo l’Oms, affligge circa 1,5 miliardi di persone, di cui il 47% a rischio cardiopatia ischemica e il 54% a ictus. Nel nostro Paese è la seconda malattia cronica più diffusa: se non curata può causare gravi complicazioni. Il Convegno “Abuso di sale, obesità e ipertensione. Meno sale, più salute: vicini alla soluzione?” è stato promosso dal Dicastero della Salute nell’ambito del Programma nazionale “Guadagnare salute”. Sarà l’occasione per presentare i risultati preliminari del progetto “Buone pratiche sull’alimentazione: valutazione del contenuto di sodio, potassio e iodio nella dieta degli italiani”. Il suo obiettivo precipuo è quello raccogliere dati sul consumo medio giornaliero di sodio, potassio e iodio pro-capite in un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta e della popolazione italiana di età pediatrica (6-18 anni), nonché in un campione di popolazione adulta affetta da ipertensione arteriosa. Nota: Sala “Biagio D’Alba” del Dicastero della Salute, Viale Giorgio Ribotta 5 (Roma Eur). coordinato dall’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, l’Università Cattolica di Campobasso, l’Università di Foggia e la Fondazione per l’Ipertensione Arteriosa.

Fonti principali: Ministero della Salute , Oms, Istat.


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