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Malattie croniche, gli aspetti critici delle politiche sanitarie

Malattie croniche, gli aspetti critici delle politiche sanitarie Presentato il 2 dicembre un nuovo Rapporto di Cittadinanzattiva : troppe inefficienze e ritardi nelle diagnosi. Serve più prevenzione mentre il Servizio sanitario nazionale sembra in “affanno” 3 dicembre 2014 - “Inefficienze e disservizi sanitari ormai sotto gli occhi di tutti e, nello stesso tempo, costi sempre più alti per i pazienti. I cittadini lamentano ritardi nella diagnosi, difficoltà ad accedere ad alcuni esami a causa del ticket, riduzione dei servizi soprattutto a livello ospedaliero e ambulatoriale”. Sono queste le parole con cui Cittadinanzattiva sintetizza il XIII Rapporto sulle politiche della cronicità presentato il 2 dicembre, presso la biblioteca G. Spadolini del Senato, tramite il suo Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici . Da cui emerge un Servizio Sanitario Nazionale sostanzialmente in “affanno”. Troppe inefficienze e deficienze “La sensazione generale – scrive Cittadinanzattiva è che le inefficienze la facciano da padrone: nel 2013 il 77% delle associazioni dichiara di averne riscontrate, innanzitutto determinate dalla burocrazia inutile (80%), dalla cattiva gestione e allocazione delle risorse umane (66,7%) alle prese con il blocco del turn over (stop del ricambio del personale medico-sanitario, ndr), dalla organizzazione inefficiente dei servizi (50%)”. Più prevenzione per tutti Oltre la metà delle 42 associazioni italiane intervistate sostiene che, in generale, le campagne di prevenzione siano troppo poco frequenti; inoltre, il 44% ritiene che vadano coinvolti maggiormente medici e pediatri di famiglia. Per quanto riguarda la prevenzione terziaria (con cui si mira ad evitare un’ulteriore perdita funzionale in un malato cronico), l’ostacolo principale è rappresentato dalla mancanza di formazione del paziente e di coloro che se ne occupano (51,7%). Tanti ritardi nelle diagnosi Il 90,7% delle associazioni interpellate registra ritardi diagnostici, dovuti alla sottovalutazione o non comprensione dei sintomi da parte dei medici di medicina generale (78,9%), alla complessità della diagnosi e difficoltà nel trovare il centro o lo specialista di riferimento (50%) o, ancora, all’inadeguatezza degli esami diagnostici prescritti (36,8%). Il 37,8% delle associazioni dichiara di avere avuto difficoltà di accedere ad esami diagnostici a causa del ticket, non tutti gli esami necessari per il controllo della patologia sono coperti dall’esenzione (34,5%), mentre ve ne sono altri per cui esiste l’esenzione ma che ormai sono superati da esami più innovativi (12,9%). Farmaci, tante terapie interrotte Il 36,7% delle associazioni – riferisce Cittadinanzattivasegnala l’interruzione della terapia farmacologica, determinata per oltre il 70% dei casi da problemi di budget dell’Ospedale o della ASL. In un caso su due si verifica un problema di aderenza alla terapia, generato dalla difficoltà di ricordare la posologia (60%) o dagli effetti avversi (44,4%). Altro motivo di rinuncia è la difficoltà di farsi prescrivere il farmaco su ricetta rossa 27,8% (lo specialista ed il medico di famiglia si rimpallano la responsabilità). Più difficoltà con le invalidità Sono cresciute nel 2013 le difficoltà ad accedere all’assegno di invalidità (+12%). “In particolare, i pazienti –conclude Cittadinanzattivasono costretti a subire valutazioni variabili, eseguite in molti casi con superficialità da chi non ha una esatta conoscenza della patologia e con una conseguente sottovalutazione della situazione”.

Fonte: XIII Rapporto CnAMC – Cittadinanzattiva

Ultima modifica: 10 dicembre 2014


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