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Notizie

Le dimensioni della disabilità visiva

Oltre un miliardo di persone non hanno accesso a occhiali per correggere una presbiopia importante

Non vedente con accompagnatoreFare luce sulle cifre della disabilità mondiale non è semplice. Non esiste, infatti, un censimento mondiale esatto. Però vengono fornite periodicamente delle stime. Secondo l’OMS i disabili visivi sono 253 milioni, dei quali 36 ciechi e 217 milioni ipovedenti. [1]

Lo studio retrospettivo

Utilizzando studi pubblicati tra il 1980 e il 2015 è stata invece recentemente pubblicata, a cura di un gruppo di studio britannico, una metanalisi sulle tendenze mondiali della disabilità visiva.

Secondo le cifre citate da The Lancet [2] globalmente – su una popolazione mondiale di 7,33 miliardi di persone – nel 2015 c’erano al mondo circa 36 milioni di persone cieche, 216,6 milioni affette da un’ipovisione medio-grave e 188,5 milioni da un’ipovisione lieve.

Una ipovedente giapponese legge con una lente il programma di un convegnoDunque in totale oltre 440 milioni di individui in 188 Paesi sarebbero colpiti da cecità oppure vedrebbero molto poco.

Le proiezioni

Nel 2010 ben 237,1 milioni di persone soffrivano di un’ipovisione medio-grave e tal numero potrebbe salire fino a 587,6 milioni nel 2050. Per quanto riguarda il trend della cecità lo scenario prospettato da The Lancet è ancora più preoccupante: 38,5 milioni nel 2020 e 114,6 milioni alla metà del secolo (dunque circa tre volte la cifra del 2015).

Perché i numeri sono così elevati

Bisogna considerare che nel còmputo sono stati considerati anche i vizi refrattivi elevati non corretti (ad esempio una forte miopia) così come la presbiopia senza correzione. Quest’ultima, quando non sono accessibili occhiali, è la causa più comune di forte riduzione dell’acuità visiva da vicino: interessa complessivamente oltre un miliardo di persone.

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I fattori socio-economici contano molto perché in parecchi Paesi – ad esempio dell’Africa subsahariana o del Sud asiatico – non esiste un numero adeguato di oculisti in rapporto alla popolazione. Inoltre ci sono troppe persone che, nel mondo, non possono neanche permettersi un paio d’occhiali.

I ricercatori quindi concludono sulla rivista The Lancet (Global Health 2017):

Gli interventi oftalmologici garantiscono un ritorno degli investimenti tra i maggiori in confronto ad altri interventi sanitari e sono tra quelli più semplici da effettuare nelle zone meno sviluppate, in virtù di bisogni contenuti di infrastrutture, dei bassi costi e di un potenziale relativamente elevato di recupero dei costi in certi àmbiti (ad esempio dell’intervento di cataratta). Nonostante questo Rapporto sostenga che sia in corso una riduzione della prevalenza, standardizzata per età, della cecità e dell’ipovisione secondo i dati del 2010, la crescita e l’invecchiamento della popolazione mondiale causa un aumento sostanziale, che sembra accelerare, del numero di persone cieche e ipovedenti.

Fonte principale: The Lancet

[1Fonte: WHO 2017

[2Bourne RRA, Flaxman SR, Braithwaite T, Cicinelli MV, Das A, Jonas JB, Keeffe J, Kempen JH, Leasher J, Limburg H, Naidoo K, Pesudovs K, Resnikoff S, Silvester A, Stevens GA, Tahhan N, Wong TY, Taylor HR; Vision Loss Expert Group, “Magnitude, temporal trends, and projections of the global prevalence of blindness and distance and near vision impairment: a systematic review and meta-analysis”, Lancet Glob Health. 2017 Sep;5(9):e888-e897. doi: 10.1016/S2214-109X(17)30293-0. Epub 2017 Aug 2


Pagina pubblicata il 1 settembre 2017. Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2017


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