Salta il menù
Vai alla pagina dona ora

Nuove frontiere

Laser per la presbiopia

Con il laser si può correggere la presbiopia?

Sì, anche se per ora l’intervento non è molto diffuso. Da diversi anni, comunque, si stanno mettendo a punto tecniche sempre più sofisticate per correggere con il laser non solo i vizi di rifrazione quali miopia, ipermetropia o astigmatismo ma anche la presbiopia, che crea difficoltà a mettere a fuoco da vicino per la perdita progressiva dell’elasticità del cristallino (accomodazione) nelle persone con almeno 40-45 anni.

Quali sono le tecniche più utilizzate?

Partendo dalla tecnica meno recente chiamata monovisione (dove veniva corretto con il laser ad eccimeri l’occhio dominante per la visione da lontano e quello non dominante adattando alla visione da vicino), si è arrivati a tecniche più sofisticate che utilizzano anche laser di ultima generazione (femtolaser) – chiamate di multifocalità – in cui la cornea (superficie oculare trasparente) viene modellata dal fascio di luce coerente creando diversi fuochi per poter leggere sia da lontano che da vicino. Tra i software più innovativi applicati al laser, la Pml (Presbyopic multifocal lasik) “comanda” una correzione della curva della cornea in modo da ottenere (riottenere) una buona vista da lontano e da vicino in un colpo solo (sfruttando la metodologia lasik: vedi chirurgia refrattiva laser).

Poi abbiamo il laser a femtosecondi, che consente la massima precisione nel modellare la superficie della cornea per correggere i difetti. Prende il nome dalla sua frequenza di emissione: 10.000 impulsi al secondo di un solo colore (luce monocromatica). Con questo laser, controllato dal computer, è possibile creare geometrie e piani di taglio personalizzati (tecnica intracor).
Grazie a questo tipo di laser, il chirurgo oculista esegue cinque incisioni concentriche di altezza differente, direttamente all’interno della cornea, senza la necessità di incidere in superficie (come invece accade con la tecnica lasik). Questo produce una leggera multifocalità, che favorisce la visione da vicino. Le zone laterali della cornea non subiscono, invece, cambiamenti e possono mettere a fuoco gli oggetti lontani. Si impiega, tra l’altro, l’eye tracker, un sofisticato dispositivo di inseguimento dei movimenti oculari derivato dalla tecnologia militare, che permette al fascio laser, in tempo reale, di colpire la zona in cui bisogna intervenire.

Quali sono i candidati ideali?

Tali tipi di intervento si eseguono generalmente in persone che hanno un cristallino trasparente e non presentano patologie oculistiche importanti quali glaucoma, malattie retiniche oppure corneali (come il cheratocono).
L’intracor, in particolare, viene riservata ad alcuni casi specifici: alle presbiopie che presentano esclusivamente problemi di visione da vicino e ai soli difetti lievi nei casi di miopia, ipermetropia o astigmatismo. Qualora la persona presentasse, invece, un importante difetto di vista da lontano associato a presbiopia, oppure presbiopia con iniziale cataratta, la tecnica da usare per cercare di eliminare la presbiopia stessa (e l’eventuale difetto associato per lontano) è, invece, l’utilizzo di cristallini multifocali, con i quali si correggono in maniera pressoché totale entrambi i difetti visivi.

Quanto dura il trattamento laser per correggere la presbiopia?

Il trattamento laser dura molto poco: occorrono pochi minuti per occhio.

Quali sono i possibili rischi?

La chirurgia refrattiva (per lontano o per la presbiopia) è da considerare un trattamento non esente da possibili rischi quali: possibili decentramenti del trattamento (si colpiscono zone che non bisognava trattare), infezioni, alterazioni della riepitelizzazione corneale (mentre si ricostituisce la superficie oculare), regressione della correzione oppure formazioni di opacità della cornea (leggi il consenso informato della SOI sull’intervento di chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri).

Quali sono i tempi di recupero?

Sia per la lasik presbiopica sia per l’intracor si possono presentare una serie di disagi oculari e di difficoltà visive che tendono gradualmente a ridursi fino a scomparire, almeno nella maggioranza dei casi: il cervello tende ad abituarsi a un nuovo modo di vedere. I tempi di recupero sono variabili.


Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
Leggi le condizioni generali di consultazione di questo sito

Pagina pubblicata il 27 agosto 2013. Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2016.

Ultima revisione scientifica: 16 luglio 2014.

Contatta l'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus

Chiama il numero verde 800-068-506

Il Numero Verde di consultazione oculistica è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.
Scrivi nel Forum: un medico oculista ti risponderà gratuitamente.