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La vista salvata... di corsa

La vista salvata... di corsa Esperimento condotto su cavie: se si pratica regolarmente movimento è più difficile andare incontro a degenerazione retinica 12 febbraio 2014 - L’esercizio fisico mantiene più in salute la retina: la corsa regolare può salvare la vista. Un nuovo studio scientifico condotto negli Usa non fa di certo un elogio della pigrizia: un vizio che colpisce molti italiani, che troppo spesso rinunciano allo sport, del quale beneficiano invece molti organi (oltre ad avere noti effetti antistress). L’AMD è la più comune forma di degenerazione retinica: può causare cecità centrale negli anziani in seguito alla morte dei fotorecettori. Nello studio – pubblicato oggi su The Journal of Neuroscience – si è fatto uso di cavie di laboratorio: i topolini che hanno corso su una ruota un’ora al giorno per cinque giorni (due settimane in tutto) hanno resistito meglio a una luce nociva molto intensa. Infatti, scrive la Society of Neuroscience , “sono stati persi solo la metà dei fotorecettori negli animali in esercizio rispetto a quelli che trascorrevano lo stesso tempo su una ruota immobile”. Inoltre le cellule retiniche dei topi esercitati rispondevano meglio alla luce e avevano livelli maggiori di una proteina benefica (ossia il “fattore neurotrofico cerebrale“ ovvero BDNF). In conclusione – ha affermato Michelle Ploughman dell’ Atlanta Center for Visual and Neurocognitive Rehabilitation – “le persone che corrono il rischio di una degenerazione maculare o hanno segni precoci della malattia possono riuscire a rallentare la progressione della riduzione visiva”. Anche negli esseri umani sono state infatti riscontrate differenze sostanziali tra chi pratica e chi non pratica sport: colui che percorre mediamente più di quattro chilometri al giorno corre indicativamente metà dei rischi di essere colpito da AMD (dal 42% al 54% in meno) rispetto a chi non arriva neanche a due chilometri. Chi corre, invece, per due-quattro chilometri al giorno ha, comunque, un rischio inferiore di contrarre la degenerazione maculare legata all’età (-19%).

Leggi anche: “Corsa contro la cecità Si vedano altri studi come, ad esempio, Paul T. Williams, “Prospective Study of Incident Age-Related Macular Degeneration in Relation to Vigorous Physical Activity during a 7-Year Follow-up”, Invest. Ophthalmol. Vis. Sci., 2009 50: 101-106

Fonte principale: Society for Neuroscience

Ultima modifica: 17 febbraio 2014


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