Salta il menù
Vai alla pagina dona ora

Notizie

Italiani in salute ma con vizi

Italiani in salute ma con vizi Presentato ieri al Policlinico A. Gemelli di Roma il nuovo Rapporto Osservasalute 17 marzo 2010 - Un’Italia che invecchia, più sola e depressa, ma complessivamente in salute. Eppure il Belpaese, nonostante qualche progresso, non riesce a dimenticare i suoi classici vizi. Si va da un’alimentazione eccessiva (che provoca sovrappeso) al poco sport passando per un consumo insufficiente di frutta e verdura; inoltre, si fumano ancora troppe sigarette. Sono questi alcuni dei punti salienti del Rapporto Osservasalute 2009, presentato ieri a Roma presso il Policlinico A. Gemelli. L’analisi presenta un Paese variopinto: se al Nord si è generalmente soddisfatti dei servizi sanitari, la situazione è opposta al Sud (soprattutto per donne e anziani). In ogni caso, un po’ ovunque si sentono gli effetti negativi della crisi economica, che tende a colpire particolarmente le fasce più deboli della popolazione, costringendo a rinunciare anche ad alcune cure (come quelle odontoiatriche). Sono 27 su 100 gli ultra 65enni che vivono soli in Italia e sono più spesso donne (36,9%) che uomini (13,6%). Nel 2008 l’aspettativa di vita dei maschi è stata di 78,7 anni e di 84 per le femmine: l’Italia si conferma tra i Paesi più longevi del mondo. La popolazione però ingrassa: quella in sovrappeso o obesa aumenta fino a 75 anni, passando dal 16,5% (18-24 anni) fino a un massimo di oltre il 60% (55-74 anni), per ridursi solo in tarda età (55,8%). I bambini grassi si attestano attorno al 36%. Ricordiamo che il sovrappeso e l’obesità sono tra i fattori di rischio del diabete che, a sua volta, può provocare la retinopatia diabetica. Lo sport e la dieta sana sono un importante sistema naturale di prevenzione di diverse patologie, ma su questo punto gli italiani sembrano ‘sordi’. La quotaAnziane salutiste maggiore di sedentari si registra dopo i 75 anni (niente sport per il 70% degli individui), ma – nonostante un lieve miglioramento – solo il 18,5% delle persone tra i 35 e i 44 anni pratica un’attività sportiva continuativa. La dieta mediterranea è trascurata, tanto che solo il 5,6% della popolazione mangia le cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate dall’Oms (sebbene facciano bene a tutti i livelli, compreso quello oculare). Per quanto riguarda l’alcol le persone a rischio sono il 16,8% della popolazione con più di 11 anni, soprattutto i maschi (col 26,4%). I fumatori non demordono, nonostante una loro tendenziale diminuzione nella maggior parte delle regioni italiane (tranne quelle del Nord-Ovest). Il fumo non solo è la prima causa di morte evitabile, ma ricordiamo anche che è uno dei fattori di rischio di malattie degenerative della retina (come l’AMD). Infine, colpisce l’incremento del consumo di antidepressivi, che nel 2008 sono stati usati in misura almeno tre volte maggiore rispetto al 2000. Nota: Questi dati vengono pubblicati annualmente dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma. Si avvale di 176 esperti di istituzioni pubbliche, tra cui spiccano il Ministero della Salute, l’Istat, l’Istituto Superiore di Sanità e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Fonte: Osservasalute .


Condividi su:

Contatta l'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus

Chiama il numero verde 800-068-506

Il Numero Verde di consultazione oculistica è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.
Scrivi nel Forum: un medico oculista ti risponderà gratuitamente.