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Istat, migliorano gli stili di vita degli italiani

ISTAT: rapporto Noi ItaliaSi accendono meno sigarette, si beve con minori eccessi e si mangia con più attenzione: migliorano almeno questi tre aspetti della vita degli italiani, che naturalmente vanno a incidere sulla salute. Nel 2014 sono diminuiti sia i consumatori di alcol a rischio (15,5% dai 14 anni in poi) che i fumatori (19,5%), oltre agli adulti obesi (10,2%). Lo attesta l’Istat, che ha appena pubblicato il nuovo Rapporto “Noi Italia”.

La percentuale maggiore di consumatori di alcolici vive al Centro-Nord, mentre l’obesità è più diffusa nel Mezzogiorno. La fascia d’età più a rischio bevute è quella tra i 14 e i 17 anni, mentre per il fumo si sale a 25-34 anni. (Ricordiamo che il consumo di tabacco è, tra l’altro, tra i fattori di rischio della degenerazione maculare legata all’età e della cataratta).

La spesa sanitaria in Italia

Tra il 2001 e il 2013 il contributo delle famiglie alla spesa sanitaria risulta in calo di quasi 3 punti percentuali, mentre la spesa complessiva cresce di oltre un punto percentuale. Nel 2014 la spesa sanitaria pubblica corrente è pari al 6,8% del Pil (110,45 miliardi di euro ovvero 1.817 euro annui per abitante).

Ricoveri in riduzione

I tumori e le malattie del sistema circolatorio sono le patologie per cui è più frequente il ricovero ospedaliero, comunque in progressiva riduzione. In Italia la mortalità per tumori e malattie del sistema circolatorio è inferiore alla media europea.

Meno posti letto ordinari: Italia al 21° posto nell’Ue
Continuano a diminuire i posti letto negli ospedali nell’ottica di una riduzione di spesa e perché sempre più spesso si ricorre alle prestazioni ambulatoriali e al day hospital. L’offerta ospedaliera ordinaria si riduce in un’ottica più generale di riorganizzazione (si è perso un posto letto per 1.000 abitanti tra il 2002 e il 2012). Riguardo ai posti letto ospedalieri, l’Italia si attesta al 21° posto con 3,3 per mille e continua ad essere al di sotto della media Ue 28 (5,3 posti letto ogni mille abitanti).

Un Paese che invecchia: la speranza di vita è oltre gli 80 anni

Nel 2014 l’Italia si conferma il quarto Paese più popoloso nell’Unione europea dopo Germania, Francia e Regno Unito. Oltre un terzo della popolazione italiana è concentrata in tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania.

Al primo gennaio 2015 nel Belpaese ci sono quasi 158 anziani ogni 100 giovani. Secondo le prime stime relative allo scorso anno, per la prima volta negli ultimi 10 anni la speranza di vita alla nascita arretra lievemente, attestandosi mediamente per gli uomini intorno agli 80 anni e per le donne intorno agli 84,7 anni. Da ciò scaturisce un aumento delle malattie degenerative e delle patologie croniche, tra cui quelle oculari.

Resiste la protezione sociale

In Italia la spesa per la protezione sociale nel 2013 è circa il 30% del Pil mentre il suo ammontare per abitante sfiora gli 8mila euro l’anno. All’interno della Ue a 28 Paesi, l’Italia presenta valori appena superiori alla media (sia in termini pro capite sia di quota sul Pil). In quest’ultimo confronto, i valori più elevati si registrano in Francia (33,7%), mentre quelli più contenuti in Lettonia (14,4%). Rispetto al 2012 è aumentata, invece, l’incidenza sul Pil della spesa per le pensioni (16,9%).

Fonte: ISTAT (Rapporto “Noi Italia” 2016)


Pagina pubblicata il 7 aprile 2016. Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2016


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