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Il Ministero della Salute chiede i danni alle farmaceutiche

Il Ministero della Salute chiede i danni alle farmaceutiche Sotto accusa supposte pratiche illecite riguardo a un farmaco contro il glaucoma e alle iniezioni intravitreali contro l’AMD umida 29 maggio 2014 - Cresce lo scontro tra lo Stato e gli interessi privati di tre multinazionali farmaceutiche (Pfizer, Roche e Novartis) che producono alcuni farmaci ad uso oculare. Il Ministero della Salute ha reso noto il 28 maggio di avere chiesto sia i danni patrimoniali (14 milioni di euro) sia i danni non patrimoniali alla Pfizer per abuso di posizione dominante in relazione a un farmaco contro la forma più comune di glaucoma (Xalatan), una malattia correlata a una pressione oculare eccessiva. Inoltre continua la controversia riguardo alle iniezioni che vengono praticate nel bulbo oculare (intravitreali di anti-VEGF) per bloccare la proliferazione indesiderata di vasi retinici che danneggiano rapidamente la visione centrale (per l’AMD umida, detta anche essudativa o neovascolare, la forma più grave di degenerazione maculare legata all’età). Se da un lato esiste un farmaco molto più economico concepito però per trattare il tumore al colon (Avastin con impiego off-label, che esula dalle indicazioni del foglietto illustrativo), dall’altro ne è stato sintetizzato un altro molto simile per specifico uso oftalmico (Lucentis). Il Consiglio Superiore di Sanità ha sostenuto tuttavia, il 14 aprile 2014, come tra i due farmaci non esistano differenze “statisticamente significative” né a livello di efficacia né di sicurezza. Inoltre l’Antitrust ha comminato una multa alle due aziende farmaceutiche produttrici per pratiche anticoncorrenziali. Di conseguenza – dando credito alla tesi accusatoria di “un’intesa orizzontale restrittiva della concorrenza finalizzata alla commercializzazione del farmaco Lucentis molto più costoso del farmaco Avastin, ad esso equivalente” – il Dicastero della Salute ha richiesto alle società farmaceutiche coinvolte (Roche e Novartis) il risarcimento di tutti i danni patrimoniali (circa 45 milioni nel 2012, 540 milioni nel 2013 e 615 milioni nel 2014) e non patrimoniali “arrecati illecitamente al Sistema Sanitario Nazionale” (per un totale di 1,2 miliardi di euro). Novartis ha precisato però che “non ha ricevuto al momento alcuna notifica”. Inoltre la grande azienda farmaceutica svizzera “respinge in maniera decisa le accuse di pratiche anti-concorrenziali e per questo ha impugnato il provvedimento dell’autorità Antitrust dinanzi al TAR del Lazio: il procedimento è ancora in corso e la sentenza è attesa entro la fine dell’anno”. “Pertanto – prosegue Novartis in una nota diffusa il 28 maggio 2014 – risulta infondata qualsiasi richiesta di risarcimento così come le cifre indicate nella comunicazione del Ministero che non trovano alcuna corrispondenza con la realtà dei fatti”. Infine la multinazionale farmaceutica “ribadisce la correttezza del proprio operato e di avere sempre agito nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea”.

Fonti: Ministero della Salute , Consiglio Superiore di Sanità (Sole24hSanità), Novartis .

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