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Il fumo ’entra’ nel Dna

Fumare può nuocere gravemente alla salute (anche visiva). (Fonte freedigitalphotos.net)Il fumo ‘entra’ nel Dna Secondo ricercatori Usa influenza l’espressione di 323 geni Il fumo arriva sin dentro le cellule e cambia il Dna. Ricercatori della Southwest Foundation for Biomedical Research (SFBR, Usa) si sono resi conto che il tabacco influenza l’espressione di 323 geni. Queste alterazioni comprendono un’ampia gamma d’influenzeSigaretta (versione digitale, freedigitalphotos.net) negative sul sistema immunitario, mettendo a repentaglio la vita delle cellule a aumentando i rischi di cancro, alterazioni metaboliche e altre malattie. Lo studio è stato condotto su 1240 fumatori, di cui è stata monitorata l’attività genetica dei globuli bianchi. “I nostri risultati indicano che il fumo di sigaretta – ha affermato Jac Charlesworth, direttore della ricerca – non solo influenza i singoli geni, ma intere reti d’interazione genetica”. Secondo l’OMS il fumo è “la seconda causa di morte globale (dopo l’ipertensione) e attualmente è responsabile nel mondo di un decesso ogni dieci adulti”. In Italia, stando a un’indagine Doxa, fuma il 19,7% delle femmine (5,2 milioni) e il 23,9% dei maschi (5,9 milioni). “Il fumo di sigaretta ­– spiega la Fondazione Veronesi – è un areosol composto di due fasi, una vapore e una particolata, nelle quali sono distribuiti i Campgna OMS contro il fumo passivosuoi vari costituenti, nel complesso circa 12.000. Tra questi, gli scienziati ne hanno attualmente riconosciuti solo 4.000 di cui 400 individuati come tossici. Tra questi ultimi almeno 40 con attività cancerogena”. Tra le sostanze nocive si possono elencare la nicotina e il monossido di carbonio; quest’ultimo si lega ai globuli rossi del sangue, togliendo spazio disponibile per il trasporto di ossigeno verso i tessuti. Le sigarette contengono persino ammoniaca, cianuro, Polonio 210 e arsenico (potenzialmente velenosi).Dna Oltre ai ben noti effetti negativi sui polmoni e sul sistema cardiocircolatorio, le ‘bionde’ possono causare problemi oculari: non solo perché esercitano un’azione irritante sugli occhi (compreso il fumo passivo), ma anche perché aumentano il rischio di contrarre la degenerazione maculare legata all’età (AMD), una malattia degenerativa che può colpire il centro della retina dopo i 55 anni. Secondo uno studio condotto in Inghilterra su oltre quattromila inglesi, tra gli ultra75enni fumatori la probabilità di ammalarsi di AMD raddoppia. Nota: lo studio è stato finanziato, tra l’altro, dai National Institutes of Health statunitensi. Notizia pubblicata il 15 luglio 2010.

Fonti: SFBR , AMD Alliance , OMS, ISS, Fondazione Veronesi


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