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Più sigarette, maggior rischio di cecità

Uno studio condotto negli Usa fa luce sulla degenerazione della retina centrale

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Il fumo di sigaretta si può considerare come il principale fattore di rischio di AMD nell’ambiente ed è una delle cause maggiori di cecità. È quanto si legge in uno studio condotto negli Usa [1] pubblicato da PLOS ONE. Il consumo di tabacco provoca senescenza cellulare e può essere associato a danni retinici che causano riduzione o perdita della visione centrale.

Ciò sarebbe dovuto principalmente a un’alterazione della sintesi proteica [2] e dei meccanismi di autofagia cellulare, che consentono di rimuovere le parti delle cellule nervose danneggiate; l’accumulo di materiale indesiderato “soffocherebbe” invece l’attività delle cellule della retina.

Rendendo più efficienti i meccanismi di smaltimento degli accumuli di scarto [3] si potrebbe rallentare l’evoluzione di una malattia che attualmente è trattabile solo nella sua forma meno comune (detta umida o essudativa), a evoluzione più rapida e devastante.

Nelle prime fasi della degenerazione maculare legata all’età – che colpisce a partire dai 55 anni e ha un’origine genetica – si verifica una distorsione delle immagini. Le linee rette divengono curvilinee in prossimità del centro del campo visivo, mentre quando la patologia è avanzata non si riconoscono più i volti, non si riesce più a leggere normalmente né, tanto meno, si può guidare. Tuttavia la visione periferica resta intatta.

Per cercare di prevenire l’AMD – che colpisce particolarmente la popolazione anziana [4] – bisogna agire su tutte le cause evitabili ossia proteggersi adeguatamente dal sole (usando lenti scure a norma di legge), alimentarsi in modo sano e vario (mangiando in abbondanza cibi quali pesce, verdure a foglia verde, mandorle), praticare esercizio fisico regolare e non fumare. Non a caso una delle avvertenze che si leggono sui pacchetti di sigarette è: “Il fumo provoca cecità”.

Leggi anche: Il fumo raddoppia il rischio di cecità

Fonte: PLOS ONE

[1presso il College of Medicine, Central Michigan University, e il Department of Pediatrics and Pulmonary Medicine, The Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, Maryland

[2in particolare della proteostasi: controlla il ricambio proteico e la qualità delle proteine sintetizzate, ndr

[3in particolare quelli lipidici e proteici, ndr

[4la degenerazione maculare legata all’età è considerata la prima causa di perdita della vista nei Paesi economicamente più avanzati, ndr


Pagina pubblicata il 21 agosto 2017.


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