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Guardiamo alle staminali per rigenerare la retina

Guardiamo alle staminali per rigenerare la retina Un esperimento condotto sui topi ha consentito di riparare il tessuto retinico, ma anche negli occhi umani è presente la

Fonte cellulare della rigenerazione 28 novembre 2008 - Abbiamo una

Fonte di cellule celata nelle profondità dei nostri occhi: se si riuscirà ad attingere da questa ’miniera’ di cellule staminali , un giorno si potrà probabilmente riparare la retina . È ciò che è già stato fatto nei topi da ricercatori dell’Università di Washington. D’altronde il tessuto nervoso sensibile alla luce già ricresce spontaneamente nei pesci e, in parte, anche negli uccelli; però il passo avanti consiste nel fatto che – grazie alle cellule ‘bambine’ – si è riusciti a riparare la retina di un mammifero, a noi geneticamente più affine. Gli studiosi dell’Università di Washington si sono concentrati su un particolare tipo di cellule, dette ’gliali di Müller’, che si trovano nello strato retinico più interno. “Questo tipo di cellule esistono nella retina di tutti i vertebrati – ha affermato Tom Reh, che ha diretto lo studio –; quindi la

Fonte cellulare della rigenerazione è presente nella retina umana ”. Questo potenziale ‘autoriparativo’ del tessuto retinico, se liberato nell’uomo, potrà portare a nuove cure contro la cecità dovuta a traumi e a malattie attualmente incurabili. Ciò si pensa di farlo come è già avvenuto sulle cavie: iniettando nella retina delle sostanze in grado di stimolare la ricrescita cellulare in sostituzione delle cellule danneggiate. Comunque, studi precedenti avevano già dimostrato che le cellule retiniche – almeno quelle dei topi – Retinapossono essere moltiplicate in coltura. Altri ricercatori della Suny Upstate Medical University di Syracuse, che si trova anch’essa negli Usa, avrebbero invece restituito la vista (almeno parzialmente) ad alcune rane grazie alle staminali della pelle impiantate negli embrioni. Per ottenere questo risultato hanno addizionato le cellule ’totipotenti’ con sette fattori genetici in grado di farle diventare cellule dell’occhio invece che di altre parti dell’organismo. Successivamente è avvenuto il trapianto. Per ora, tuttavia, questa strada non si ritiene che sia applicabile sull’uomo. StaminaliPerò questi ultimi esperimenti sono serviti a fare luce – è il caso di dirlo – sui meccanismi biologici che sovrintendono i due sensi di vista e udito, contribuendo a indicare strade nuove alla medicina rigenerativa. Secondo Anand Swaroop, esperto di staminali del National Eye Institute statunitense, questi risultati sono la prova dell’enorme potenziale offerto dalle cellule staminali per la cura di malattie oculari fortemente invalidanti.

Fonti: Sanità News, Eureka.


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