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Giornata mondiale senza tabacco

Il fumo passivo fa male alla salute (foto: Who)Giornata mondiale senza tabacco Si è celebrata il 31 maggio con l’Oms. Il fumo può provocare anche problemi oculari Se non volete fumo negli occhi riguardo alla vostra salute… occhio al fumo. Si è celebrata il 31 maggio la Giornata mondiale senza tabacco voluta dall’Oms, che mette in luce i rischi associati all’impiego di tabacco. L’Agenzia Onu che si occupa di salute sottolinea, infatti, che il fumo è “la seconda causa di morte globale (dopo l’ipertensione) e attualmente è responsabile nel mondo di un decesso ogni dieci adulti”. Oltre ai ben noti effetti negativi sui polmoni e sul sistema cardiocircolatorio, il fumo può anche causare problemi alla vista: non solo perché esercita un’azione irritante sugli occhi di tipo diretto, ma anche perché aumenta il rischio di contrarre la degenerazione maculare legataCampagna antifumo OMS (Fonte: www.who.int) all’età ( AMD ) – una malattia che può colpire il centro della retina dopo i 55 anni – oltre ad accrescere le possibilità di ammalarsi di cataratta (opacizzazione del cristallino) . Quest’anno la Giornata mondiale ha come tema centrale il consumo di tabacco da parte delle donne. Le quali, secondo un’indagine Doxa, in Italia fanno uso di sigarette in misura pari al 19,7% (5,2 milioni) contro il 23,9% dei maschi (5,9 milioni). Si pensi che, nel 1957, fumavano 65 uomini su 100 contro 6 donne che, dunque, oggi sono più colpite dalle malattie associate al tabacco. Rispetto al 1990 c’è stata, invece, una riduzione del consumo di sigarette per entrambi i sessi (allora fumava il 38,3% dei maschi e il 25,9% delle femmine). “Controllare la diffusione epidemica del tabacco tra le donne – sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – è una parte importante di una strategia globale di controllo del tabacco. La Giornata Mondiale senza Tabacco 2010 richiama l’attenzione Il fumo causa un cancro fatale ai polmoni (avvertenza grafica su pacchetto di sigarette inglese)sugli effetti nocivi del marketing del tabacco rivolto alle donne e, in particolare, alle ragazze giovani”. Secondo l’ISS il gentil sesso è più restio ad abbandonare il vizio delle sigarette: le donne che hanno detto addio alle ’biondé sono 2,6 milioni mentre gli uomini sono 3,9 milioni. Attualmente si fuma di più tra i 45 e i 64 anni, ma l’età media a cui si prova la prima sigaretta è di 17 anni. Secondo l’Oms le donne fumatrici nel mondo sono circa 200 milioni su un miliardo di fumatori stimati. Tuttavia il rischio è che questa cifra aumenti (particolarmente fra le ragazze). “Il tabacco – scrive l’Organizzazione mondiale della sanità – potrebbe uccidere un miliardo di persone in questo secolo”; per questa ragione è importante scoraggiarne l’uso. Anche la Commissione dell’Unione europea, dal canto suo, ha pubblicato i risultati di un sondaggio secondo cui la maggioranza dei cittadini dell’UE è favorevole a misure di controllo più rigorose contro il tabacco. Ad esempio, tre cittadini europei su quattro sono a favore di avvertenze in forma grafica sui pacchetti di sigarette e desiderano, laddove già non ci siano, ristoranti liberi dal fumo. Fumo... nella testa“L’indagine – scrive la Commissione – indica anche però che quasi un cittadino europeo su tre continua a fumare”: secondo le stime ufficiali il tabacco uccide ogni anno 650mila cittadini europei; ma molte vite potrebbero essere salvate riducendone il consumo. La prima Giornata mondiale contro il fumo – prima causa prevenibile di malattie – venne celebrata nel 1987. Lo scorso anno è stata dedicata alle avvertenze grafiche sui pacchetti. Le quali, in futuro, potrebbero recare anche una scritta del tipo “fumare fa male alla vista” oppure “il fumo raddoppia il rischio di cecità”. Questa battaglia è portata avanti, tra l’altro, dalla AMD Alliance e dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Lèvati il fumo dalla testa… fa male anche agli occhi.

Link utile: Istituto Superiore di Sanità Numero verde contro il fumo: 800-554088. -------- Note: può anche essere causa di retinopatia ipertensiva .

Fonti: OMS , Istituto Superiore di Sanità , AMD Alliance/RNIB , Commissione UE. Notizia pubblicata per la prima volta il 28 maggio 2010.

Ultima modifica: 1 giugno.


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