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Giornata mondiale del prematuro, guardiamo ai rischi

Si è celebrata il 17 novembre. Tra i fattori predisponenti ci sono l’età superiore ai 40 anni, l’attesa di gemelli e il fumo

Avere più di 40 anni oppure meno di 18 espone maggiormente le donne al rischio di avere un parto prematuro. Così come fumare, fare sforzi fisici eccessivi oppure avere gravidanze gemellari (più frequenti se si ricorre alla procreazione assistita). Nascere prima della 37ª settimana invece che nella 40ª favorisce problemi di salute, tra cui una specifica forma di malattia retinica (ROP). Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica ogni anno si celebra il 17 novembre la Giornata mondiale del prematuro.

Dove si nasce troppo presto?

Si nasce prima del tempo soprattutto in India, Cina, Nigeria, Pakistan, Indonesia e Stati Uniti. Complessivamente nel mondo sono 15 milioni i bimbi che, ogni anno, nascono pretermine (ossia circa uno su dieci). Solo in Italia si stimano circa 40 mila prematuri l’anno.

Secondo l’OMS nei Paesi a basso reddito circa la metà dei bambini che nascono almeno due mesi prima purtroppo non riescono a sopravvivere. Nei Paesi benestanti, invece, quasi tutti questi prematuri riescono a rimanere in vita.

L’alimentazione della madre influisce sull’esito della gravidanza; dunque laddove si soffre di importanti carenze nutritive esistono maggiori rischi. Ad esempio bassi livelli di folato (acido folico), ferro o zinco durante la gravidanza pare siano associati a un aumento del rischio di nascita pretermine che, nel mondo, è ancora la prima causa di mortalità tra i bimbi con meno di cinque anni.

La ROP arretra, ma la battaglia non è ancora vinta

La retinopatia del prematuro (ROP) era un’importante causa di cecità nei Paesi occidentali 50-60 anni fa. Ciò avveniva perché nelle incubatrici veniva erogato ossigeno al 100%, che si è poi scoperto essere nocivo in concentrazioni così elevate per i vasi sanguigni, compresi quelli retinici (che proliferavano eccessivamente).

Questo problema iatrogeno venne risolto in seguito e oggi i neonati pretermine possono, quindi, sviluppare anche buone capacità visive. Negli ultimi 10-15 anni la ROP quale causa di cecità si è ridotta anche in Paesi a medio reddito in America Latina, Europa orientale e Sud-Est asiatico (ad esempio in Vietnam). Permangono però ancora numerosi casi in India e Cina.

Leggi anche: Oms, linee guida su nascite premature

Link utile: “Nascita pretermine” (pubblicazione in pdf)

Fonti principali: WHO, IAPB International, Epicentro


Pagina pubblicata il 16 novembre 2017. Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2017


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