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Evitare la cecità in bimbi fortemente prematuri

Un’équipe svedese evidenzia bassi livelli ematici di omega-6. Si sta studiando una possibile integrazione dopo la nascita

Nuove speranze si accendono per i bimbi nati molto prematuramente: un’équipe svedese ha pubblicato un nuovo studio in cui evidenzia bassi livelli di una molecola (acido arachidonico) appartenente alla famiglia degli omega-6. La scoperta potrebbe essere utile per i neonati la cui retina corre molti più rischi (retinopatia del prematuro o ROP).

Nella ricerca, pubblicata su JAMA Ophthalmology, i ricercatori hanno analizzato il livello di 20 diversi acidi grassi nel sangue di bimbi nati prima della 28esima settimana (ospedale universitario di Sahlgrenska, Göteborg).

Chatarina Löfqvist, docente associata di oftalmologia sperimentale presso la stessa struttura, ha dichiarato:

Osservare una forte correlazione tra i livelli di acido arachidonico e la ROP è del tutto nuovo. Esaminando i dati, invece, abbiamo visto che tali livelli sono associati molto chiaramente alla patologia. Crediamo e speriamo che, somministrando l’acido arachidonico ai bambini si possano incrementarne i livelli e ridurre l’impatto della ROP, minimizzando il rischio di cecità infantile.

Ogni anno a molti bimbi fortemente prematuri viene diagnosticata la ROP (soprattutto a coloro che hanno un basso peso alla nascita), una patologia oculare caratterizzata da vasi retinici non completamente sviluppati [1]. I bambini possono avere problemi visivi che portano all’ipovisione e, nel peggiore dei casi, a cecità a causa del distacco di retina. Di conseguenza individuare i corretti biomarcatori della malattia è un obiettivo importante per poter intervenire adeguatamente.

L’eventuale opportunità di un’integrazione ai prematuri sarà ora valutata con un nuovo studio in cui sono stati reclutati 210 bambini delle unità neonatali ospedaliere di tre città svedesi (Göteborg, Lund e Stoccolma), a cui sarà somministrata una combinazione di DHA (un tipo di omega-3), importante per i vasi sanguigni e il tessuto nervoso, e lo stesso acido arachidonico.

Fonti: JAMA Ophthalmology, University of Gothenburg (Svezia)

[1vascolarizzazione retinica incompiuta


Pagina pubblicata il 12 febbraio 2018.


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