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Europei sempre più longevi, ma con problemi di salute

Europei sempre più longevi, ma con problemi di salute
Secondo The Lancet un peggioramento della salute crea problemi di autonomia dopo i 67 anni per gli uomini e 69 per le donne

16 gennaio 2009 - Europei sempre più longevi, ma con sempre più ’acciacchi’ e minore autonomia. Se l’aspettativa di vita nell’Unione europea è di 78 anni per gli uomini e di 83 per le donne, la buona salute generalmente si ferma a 67 anni per i primi e a 69 anni per le seconde. Questo è il risultato di uno studio pubblicato sull’illustre rivista britannica The Lancet .

Ai partecipanti allo studio è stato chiesto quali difficoltà avessero nello svolgere le attività quotidiane. Tali attività sono state monitorate per un periodo di sei mesi (mansioni in casa e fuori). I risultati hanno anche dimostrato, inoltre, che esistono notevoli differenze tra gli Stati membri dell’Ue allargata (che complessivamente conta quasi 500 milioni di persone).

In particolare si riscontrano problemi nei Paesi dell’Est: in Estonia è stato rilevato il valore medio più basso sia per gli uomini (59 anni) che per le donne (61 anni), mentre al contrario i danesi godono di buona salute fino a tarda età (73 anni per gli uomini e 74 anni per le donne). In Francia l’età media dopo la quale si incontrano difficoltà a svolgere attività quotidiane per ragioni di salute è 68 anni per gli uomini e quasi 70 anni per le donne.

L’_quipe di esperti ha concluso che l’autonomia e la salute degli anziani è correlata col Prodotto interno lordo (Pil) degli Stati membri e la spesa complessiva media per la terza età. In generale, è risultata esserci una stretta correlazione tra il Pil e un’alta spesa sanitaria per gli anziani. La ricerca ha anche dimostrato che gli uomini disoccupati per più di un anno (con basso livello di istruzione) vivono meno a lungo in salute.

Secondo Eurostat, l’Istituto statistico ufficiale dell’Ue, è in atto un rapido invecchiamento demografico: gli ultrasessantacinquenni passeranno dal 17,1% della popolazione (circa 85 milioni di anziani nel 2008) al 30% nel 2060 (151,5 milioni di anziani). Inoltre si stima che il numero di over 80enni sia destinato quasi a triplicare, passando dal 4,41% della popolazione (21,8 milioni dello scorso anno) al 12,13 del 2060 (61,4 milioni di persone). Le malattie oculari che colpiscono più frequentemente gli anziani sono: la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), il glaucoma, la cataratta e la retinopatia diabetica. A causa dell’invecchiamento demografico, quindi, queste ed altre patologie andranno prevenute e curate con sempre maggiore incisività.

Fonti di riferimento: Sanità News, Eurostat.
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